ArabicEnglishFrenchGermanItalianRomanianSpanish

Io sto con i contadini e i lavoratori agricoli indiani

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram
Condividi su email
Condividi su print
csm_8DFF838E-C83A-44A9-BC8C-8B2F3692546F_1__3103c7583c

Sabato 20 febbraio a MILANO Piazza Duomo ore 16.00; a ROMA Via XX Settembre 5 ore 16.00 – Consegna dell’appello all’ambasciata indiana.

Fermiamo la violenza repressiva sui manifestanti. USB lancia la giornata di solidarietà con i contadini e i lavoratori indiani.

Invia mail a Ambasciata indiana in Italia chiedendo: “BASTA VIOLENZA SUI MANIFESTANTI – RITIRO DEL PACCHETTO DI LEGGI”

In India prosegue da mesi la storica lotta dei contadini e dei lavoratori agricoli, guidata da una coalizione di 32 organizzazioni, riunite collegialmente nella All India KisanCoordinationCommitee.

Il pacchetto di leggi contro cui si battono i contadini stravolgerà le politiche agricole conquistate nel corso degli anni dopo l’Indipendenza. Le tre leggi di cui è composto il pacchetto sono state approvate in fretta e furia in Parlamento a settembre senza alcuna precedente discussione, e sono state sospese dalla Corte Suprema per 18 mesi, ma i colloqui avuti tra le parti non hanno sortito finora nessun avanzamento: il movimento ne chiede il ritiro completo, mentre il governo intende solo emendare le parti più antipopolari.

Intanto reprime ferocemente i contadini e chi li appoggia.

Contro i lavoratori in lotta viene schierati un numero enorme di forze dell’ordine. Solo nella giornata del 6 febbraio, quando sono state bloccate le maggiori arterie autostradali nazionali, c’erano 50mila unità tra Delhi Police, paramilitari e Forze della Riserva, e nonostante la manifestazione sia stata pacifica moltissimi sono stati gli attacchi violenti e centinaia gli arresti.

La Polizia dello Stato (MHA) applica il black out della rete informatica nei dintorni della capitale, dove i contadini sono accampati da due mesi. In contemporanea i grandi social network censurano le pagine del movimento.

La prima iniziativa di lotta di ampiezza nazionale è stata il 26 gennaio, ha visto circa 250 mila contadini “invadere” pacificamente la capitale Nuova Delhi.

In quella giornata storica in cui l’India festeggia la proclamazione della Costituzione repubblicana dopo il lungo dominio britannico, gli agricoltori accampati dal 26 novembre – provenienti prevalentemente dal Punjab, dall’Haryana e dall’Uttar Pradesh – ai confini della capitale, sono entrati nel centro cittadino percorrendo le arterie che collegano i dintorni di Singhu, Ghazipur e Tikri. Massicce le azioni di solidarietà in tutta l’India.

Quella che il 26 gennaio doveva essere una giornata di lotta pacifica si è in parte trasformata, a causa delle provocazioni poliziesche, in un giorno di scontri, in cui la polizia ha represso violentemente i manifestanti provocando il ferimento di alcuni e la morte di Navreet Singh, contadino trentenne, sulla cui morte le indagini stanno a cuore più ai corrispondenti dei media indipendenti che non alle autorità poliziesche.

Il capo del governo, Narendra Modi, e la maggioranza guidata dal Bharatiya Janata Party (BJP), aveva preso a pretesto la presunta “piega violenta presa dalla protesta”, ed in particolare “l’invasione” del Red Fort, per tentare di screditare la lotta dei contadini agli occhi dell’opinione pubblica attraverso i mezzi di comunicazione di massa, tutti in mano all’élite indiana.

La guerra dell’informazione è un aspetto fondamentale di questo conflitto considerato che se da un lato l’80% dei media è posseduto da due gruppi aziendali in mano a famiglie miliardarie, dall’altro gli organi di informazione indipendenti subiscono una sempre più feroce repressione.

Agli accampamenti contadini venivano negati i più elementari servizi, dall’acqua all’elettricità, al collegamento internet, peggiorando una situazione già gravosa, considerato che più di 150 agricoltori sono morti per ipotermia nei mesi in cui erano stati allestiti questi villaggi attorno alla capitale.

Unione Sindacale di Base

Progetto Diritti

Centro internazionale Crocevia

Associazione Rurale Italiana

Via Campesina Europa

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram
Condividi su email
Condividi su print

Ti potrebbero interessare

Questa notte, come noto, solo perché un agente della volanti

Nuova fuga di migranti dall’ex caserma Gasparro di Bisconte a

L’Unione Sindacale di Base ha scritto al presidente del Consiglio

Emergenza Coronavirus: interrogazione di Michela Vittoria Brambilla per riaprire le

Una foto scattata al tramonto accanto al neo marito con

Via libera da parte del Comitato regionale per la protezione

ArabicEnglishFrenchGermanItalianRomanianSpanish
Questo sito si avvale di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, accetti l’uso dei cookie.