Kim Jong-un al Congresso: “Rafforzeremo difese militari

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Il leader nordcoreano Kim Jong-un ha promesso di rafforzare le capacità di difesa nazionale per proteggere un “ambiente pacifico”. Parlando al secondo giorno di lavori dell’Ottavo congresso del Partito dei Lavoratori, Kim “ha chiarito un’importante volontà di proteggere in modo affidabile la sicurezza del Paese e delle persone e l’ambiente pacifico della costruzione socialista, ponendo le capacità di difesa dello Stato a un livello molto più alto”, ha riferito l’agenzia Kcna. Le osservazioni del leader sono maturate a pochi giorni dall’insediamento alla Casa Bianca del presidente eletto americano Joe Biden. Durante i lavori del congresso, il primo dal 2016, la Corea del Nord potrebbe sollecitare Washington a modificare la sua posizione “ostile” nei confronti di Pyongyang come condizione preliminare per riprendere i colloqui bilaterali sul corposo dossier della denuclearizzazione, secondo alcuni osservatori. Dopo essersi scambiati insulti e minacce di guerra nucleare, Kim Jong-un e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump avevano compiuto uno straordinario riavvicinamento, segnato da tre incontri tanto storici quanto simbolici. I negoziati si sono però bloccati dopo il fallimento del secondo vertice ad Hanoi proprio per la mancanza di un punto di incontro sulla questione del nucleare e delle relative sanzioni internazionali. Secondo gli esperti, il leader nordcoreano intende ora utilizzare l’Ottavo Congresso del Partito dei lavoratori proprio per inviare un messaggio agli Stati Uniti per quanto questo possa sembrare complesso visti i rapporti tra Kim Jong-un e il presidente eletto. Kim avrebbe definito Biden un “cane pazzo” e il presidente eletto avrebbe etichettato il nordcoreano come un “delinquente”. Secondo Ahn Chan-il, un disertore nordcoreano diventato ricercatore presso l’Istituto mondiale di studi nordcoreano con sede a Seoul, il messaggio di Kim Jong-un è chiaro: “Il Nord aumenterà le sue capacità nucleari”, mossa giustificata agli occhi del popolo con lo spauracchio delle sanzioni anche se, da un altro punto di vista, sono proprio i test nucleari a pesare sulla sopravvivenza del regime che da decenni vi dedica risorse ingenti, anche se ciò significa “nuove sanzioni”. Dunque ritorna il tema della “byongjin” – “sviluppo simultaneo” – la doppia azione sul fronte dello sviluppo delle armi nucleari e dell’economia, lanciata proprio nel Congresso del 2016. Proprio martedì, all’apertura del Congresso, Kim si era lanciato nel discorso introduttivo in un’insolita autocritica, ammettendo che il Paese non era riuscito a raggiungere gli obiettivi di sviluppo economico fissati nel piano al 2020 in “quasi tutti i settori”, soprattutto a causa della chiusura delle frontiere per scongiurare i rischi della pandemia del Covid-19. Oltre all’interscambio ridotto ai minimi storici con la Cina, l’alleato più stretto e influente, Pyongyang ha dovuto fare i conti con fattori meteo ostili, tifoni e inondazioni che hanno devastato il settore agricolo e produttivo, già alle prese con criticità croniche.

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