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La CETS al Parco dello Stelvio: riconoscimento europeo per il turismo sostenibile

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Il Parco Nazionale dello Stelvio ha ottenuto un grande riconoscimento sotto il profilo dell’impegno sui temi dello sviluppo sostenibile: l’assegnazione della CETS, la Carta Europea del Turismo Sostenibile. La notizia è giunta ieri agli uffici provinciali ed al vicepresidente della Provincia, anche assessore all’ambiente, Mario Tonina, per il quale ” il riconoscimento della CETS al Parco Nazionale dello Stelvio completa una strategia di sistema e conferma la serietà dell’impegno del Trentino sul fronte della sostenibilità dello sviluppo turistico. La Carta rappresenta la certificazione di un metodo in cui crediamo: le idee e gli obiettivi di sviluppo locale emergono dal basso, da processi partecipativi. La Provincia appoggia le iniziative di sviluppo turistico sostenibile e crede che i parchi siano oggi una grande opportunità per i territori. Opportunità non solo di conservare un patrimonio naturale di valore inestimabile, ma anche e soprattutto di sperimentare percorsi di sostenibilità fondati proprio sui valori ambientali tutelati, da riprodurre anche fuori dai parchi”.

In Trentino il primo a ricevere la CETS è stato il Parco Naturale Adamello – Brenta, nel 2006. Nel 2015 la certificazione è stata riconosciuta al Parco Naturale Paneveggio – Pale di San Martino. Nel 2017 anche le Reti di Riserve hanno ottenuto la certificazione. Oggi con il Parco Nazionale dello Stelvio, il Trentino delle aree protette chiude dunque il cerchio. Con la certificazione di tutte le aree protette, un terzo della superficie del Trentino può contare su un sistema di azioni specificatamente destinate allo sviluppo turistico sostenibile, che coinvolgono non solo gli enti pubblici, ma anche le organizzazioni private e le imprese.

Il Parco Nazionale dello Stelvio, istituito nel 1935, uno dei quattro parchi nazionali italiani “storici” e tra i più estesi del Paese, vive da alcuni anni una fase di riorganizzazione che ha fatto seguito al trasferimento di funzioni dallo Stato alla Regione Lombardia ed alle province autonome di Trento e di Bolzano, ciascuna per la propria porzione di territorio. L’attribuzione della CETS è un significativo risultato conseguito congiuntamente dai tre settori del Parco a testimonianza di un’unità di azione costantemente ricercata dai tre diversi enti territoriali, attualmente impegnati, sotto l’occhio attento del Ministero dell’Ambiente, nel complesso iter di adozione del Piano e del Regolamento del Parco.

La Carta Europea del Turismo Sostenibile, lo ricordiamo, è stata elaborata nel 1991 dalla Federazione Europarc, un’organizzazione europea che riunisce più di 400 aree protette. Oltre a essere il riferimento della politica turistica delle aree protette dell’Unione Europea, ha rappresentato per i parchi la prima importante occasione di confronto (sia a livello locale che tra aree protette) su tematiche, come il turismo sostenibile, che vanno oltre la conservazione e la tutela ambientale, passando da un concetto di tutela passiva del proprio territorio ad un concetto più ampio ed esteso di “conservazione attiva”, che vede i parchi, insieme agli altri attori del territorio, “motori” di sviluppo sostenibile. Le aree protette diventano quindi “laboratori di buone pratiche” legate alla sostenibilità, diventando i luoghi ideali nei quali sperimentare progetti innovativi.

La CETS è dunque in sostanza un metodo di governance partecipata per strutturare le collaborazioni delle aree protette in ambito turistico e per favorire, attraverso maggiore integrazione e collaborazione, la concretizzazione di un’offerta credibile di turismo sostenibile. Ma è anche una certificazione di processo: infatti Europarc verifica e certifica che le aree protette abbiano effettivamente implementato processi partecipativi inclusivi e trasparenti e che quindi abbiano condiviso un piano d’azione di turismo sostenibile dove diversi attori (non solo il Parco) sono responsabili per la sua attuazione.

“Il territorio delle valli di Rabbi e di Peio – sottolinea Tonina – è già, sotto questo profilo, esemplare, come dimostrano da una parte la crescita di una realtà turistica costituita da piccole strutture, compresa quella termale, molto attente alle esigenze del turismo delle esperienze; dall’altra la volontà di ricercare l’innovazione, testimoniata anche dall’impegno delle funivie, a partire da una realtà turistica già consolidata. Unisce le due realtà la resilienza degli allevatori di montagna, che hanno saputo trovare nuove prospettive di mercato proprio integrandosi fortemente con la proposta turistica. Per questo il riconoscimento va certamente a chi ha ideato, avviato e coordinato questa iniziativa. Un plauso particolare va al dirigente provinciale Claudio Ferrari, ed inoltre a due comunità locali molto impegnate sotto la guida dei loro sindaci: Lorenzo Cicolini che, come appassionato presidente del Comitato di indirizzo e coordinamento provinciale, ha seguito e condiviso tutto il percorso della certificazione, e Angelo Dalpez che, forte della sua esperienza, è impegnato nella “governance complessiva” del Parco come rappresentante dei sindaci della parte trentina. Crediamo molto – ha infine aggiunto Tonina – anche nella collaborazione con Federparchi e con Europarc, perché solo facendo sistema anche a livello nazionale ed europeo è possibile fare capire l’importanza delle aree protette proprio come opportunità di sviluppo sostenibile. La presenza nel Consiglio direttivo di Federparchi dell’albergatore trentino Marco Katzemberger testimonia, secondo me, la possibilità di coinvolgere ulteriormente gli operatori turistici trentini e dimostra che la condivisione degli obiettivi è già nei fatti”.

La Carta nel settore Trentino del Parco dello Stelvio

Nel settore trentino del Parco dello Stelvio il Servizio Sviluppo Sostenibile e Aree Protette ha coordinato il progetto, a cui hanno collaborato l’allora UMST per il supporto alla partecipazione e tsm-Trentino School of Management per la parte strategica. Il percorso partecipato si è svolto in 7 incontri nelle valli di Peio e Rabbi a partire da settembre 2017, in cui sono stati sviluppati e resi concreti alcuni progetti già emersi negli incontri precedenti del percorso partecipato dedicato al Piano del Parco.

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