La coprogettazione: uno strumento chiave per rispondere alle sfide del Terzo settore

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In un contesto comunitario sempre più dinamico, mutevole e con la necessità di rispondere alle istanze con strumenti e modalità anche improntate alla sperimentazione, gli attori pubblici e privati sono sollecitati a trovare nuove modalità comunicative e di interazione, al fine di rispondere in maniera coordinata, capace di rendere sinergiche le risorse di soggetti differenti, e, allo stesso tempo, di rendere stabili le forme di collaborazione. Uno degli strumenti, a tal fine più rilevanti, è sicuramente la coprogettazione, che può prevedere una parte attiva sia dagli attori pubblici che del privato no profit.

Nella stessa sentenza della Corte Costituzionale n. 131/2020, si pone in evidenza come sia la coprogettazione che la coprogrammazione, e in generale le strategie di amministrazione della cosa pubblica trovano le loro fondamenta nel principio costituzionale di sussidiarietà. E, in generale, quanto contenuto nell’articolo 55 del Codice del Terzo Settore esalta il principio della collaborazione attiva nella accezione di “ordinarietà” tra tutte le componenti della comunità locale.

Il pronunciamento della Corte Costituzionale, nel richiamare il ruolo delle amministrazioni pubbliche che assicurano il coinvolgimento attivo degli enti del Terzo settore, attraverso forme di coprogrammazione e coprogettazione e accreditamento, attuate nel rispetto dei principi della legge 7 agosto 1990, n. 241, rimarca il passaggio da una situazione di “sperimentazione» tra Pubblica Amministrazione e Terzo Settore ad un reciproco riconoscimento di istituzioni e Terzo settore delle comuni finalità perseguite, in tutte le attività di interesse generale, come contemplate dal Codice.
Di fronte a questa nuova sfida-opportunità, occorre un approfondimento circa il ruolo e le funzioni, trovando, nelle esperienze già attuate, le modalità più idonee da seguire.

Giovedì 4 marzo partirà il corso “La coprogettazione quale strumento per lo sviluppo del welfare locale“. La formazione di 6 ore si svolge online per 3 moduli di 2 ore ciascuno.

L’obiettivo del corso proposto, dal taglio pratico-operativo ed aperto al racconto ed al confronto, risponde a questa esigenza: fornire un quadro il più completo possibile sulla disciplina e le procedure da seguire, evidenziando il ruolo e le opportunità per la Pubblica Amministrazione e gli Enti di Terzo Settore, anche nella logica di una costruzione di reti territoriali.

Fonte : www.confinionline.it

per info : [email protected]

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