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La situazione del Paese è oggi più che mai drammatica

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Crescono a dismisura nella popolazione lo sconforto e la sfiducia negli organi dello Stato più importanti per la tenuta del nostro sistema democratico: la magistratura, la cui commistione con gli interrogazioni della politica è venuta a nudo col caso Palamara; l’informazione, la cui faziosità e subalternità rispetto alla narrazione prestabilita dal governo sono di evidenza ormai palese; le forze dell’ordine, ormai ridotte al ruolo di secondini di una cittadinanza agli arresti domiciliari; la sanità, tragicamente inadempiente rispetto al suo ruolo primario di assistenza e cura dei pazienti, ma utilizzata anch’essa per sostenere scelte di governo autoritarie; infine – soprattutto – la politica, che ormai viene percepita come inutile, impotente, inadeguata, inaffidabile e inetta.
La gravità di questo quadro e l’esigenza di correre ai ripari dovrebbero essere la prima e più pregnante emergenza per il Presidente del Consiglio ed il PdR.
La tenuta del sistema Paese è a rischio e pare che nei palazzi romani non se ne accorgano.
L’approccio seguito sino ad oggi, basato su chiusure, restrizioni, cure negate e obblighi imposti, assenza di prospettive certe e infinite richieste di “sacrifici” ai soliti lavoratori, si è dimostrato totalmente fallimentare.
Il Popolo italiano deve tornare al centro dell’azione politica: gli va restituita quella sovranità piena che la nostra Costituzione repubblicana ha riconosciuto appartenere inderogabilmente al popolo, senza contemplare alcun tipo di “stato di emergenza” idoneo ad obliterare questo fondamentale principio del nostro ordinamento.
È stato un grave errore non permettere agli Italiani di tornare a votare, e ancor più lo è procedere imperterriti in un percorso che ha prodotto un milione di Italiani in più in povertà assoluta in un solo anno, senza minimamente risolvere il problema sanitario.
La più grave crisi in Italia oggi è quella sociale, e sta per esplodere con estrema violenza. L’incapacità di prevenirla costerà molto cara a tutte gli organi dello Stato e, soprattutto, a tutti coloro che oggi si sentono al sicuro.
#lockdownsopruso

 

 

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