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LA VERA ANOMALIA DEL SISTEMA POLITICO ITALIANO

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Dopo la fine dell’ultima guerra mondiale, dopo lo stabilirsi di uno Stato democratico e dopo la promulgazione di una Costituzione Repubblicana(1948), non abbiamo mai avuto in Italia una destra politica che si rifacesse ai valori liberali, tranne forse l’ormai scomparso Partito Liberale (appunto), che fu dell’On. Malagodi e poi dei suoi successori.

Se vogliamo esser precisi, in uno Stato dichiaratamente antifascista come il nostro, è stata a lungo tollerata la presenza di una formazione politica che si riallacciava direttamente all’ideologia mussoliniana, il Movimento Sociale Italiano di Giorgio Almirante.

Tale tolleranza, invero, fu gestita ad arte dai partiti di governo, Democrazia Cristiana in primis, anche grazie al porsi delle pretese del M.S.I., perpetuamente al di fuori dell’area governativa, anche se parlamentare.

In questo breve sunto della storia d’Italia, non dobbiamo poi dimenticare l’on. Berlusconi, il primo a “sdoganare” (tale fu il termine che si usò allora) la destra filofascista direttamente derivata dalla Repubblica di Salò, per trainare nella sua maggioranza governativa il partito di Fini (Alleanza Nazionale, derivato dall’M.S.I.) e dotato di un buon numero di elettori.

Per tacere dei numerosi movimenti di ultradestra allora, ed anche oggi, presenti in ambito extraparlamentare.

Ora, qualcuno potrebbe dire che lo stesso ragionamento andrebbe fatto pure nei riguardi delle formazioni di sinistra. Ma noi vi diciamo che non è la stessa cosa.

Le concezioni staliniste e totalitarie, almeno in Italia, sono morte con l’elezione a Segretario del Partito Comunista Italiano di Enrico Berlinguer, il quale, nel 1978, volle fare il “compromesso storico” insieme alla Democrazia Cristiana, e forse fu per questo che Aldo Moro venne barbaramente ucciso.

In ogni caso, dopo la caduta del muro di Berlino e l’implosione del comunismo in quasi tutto il mondo, il P.C.I. cambiò ripetutamente nome, arrivando a fondersi con la sinistra democristiana (Prodi, Bindi, etc.) e ad adottare il nome di Partito Democratico.

Sul piano di eventuali derive autoritarie, da questa parte (a sinistra) possiamo dunque stare relativamente tranquilli, piacciano o non piacciano il loro modo di operare o le loro idee.

Per quello che riguarda le formazioni di destra, dovremmo stare invece molto più attenti.

Le leggi contro l’immigrazione clandestina e i due decreti sulla sicurezza elaborati dal governo precedente hanno chiaramente introdotto pesanti elementi di violenza razzista e reazionaria nell’ordinamento italiano. Leggi che un paese che si definisce democratico non può tollerare.

Che poi un leader populista attragga voti e consensi con due leggine barbariche ed elementari come quelle sopra citate, significa almeno un paio di cose: da una parte c’è una regressione dell’elettorato a livello prepolitico (qualunquismo), dall’altra, e ciò è molto più grave, la totale incomprensione del funzionamento della macchina statale, oltre, naturalmente ad un’ipertrofia dell’io, che può solo portare danni alla nazione.

Quando nascerà dunque una destra veramente liberale?

Berlusconi ci era andato vicino. Peccato non abbia mai fatto un congresso, considerando Forza Italia cosa sua. Lo faccia al più presto e si allei con le nascenti forze di centro…!

Solo così l’Italia potrà finalmente avere un governo realmente democratico.                                                 A cura del dott. ROBERTO SANSONI (La Spezia)

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