Le armi legalmente detenute, nel 2018, hanno ucciso più di mafia e rapinatori

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È quanto emerge dalla comparazione tra i dati sui “delitti denunciati dalle forze di polizia all’autorità giudiziaria” pubblicati venerdì dall’Istat e il numero di omicidi con armi registrate elencati dall’Osservatorio permanente sulle armi leggere (Opal Brescia). Nella tabella Istat si legge infatti che sia gli “omicidi volontari commessi a scopo di furto o rapina” (12 in totale) che quelli “di tipo mafioso” (19) messi insieme raggiungono 31 casi, 18 in meno dei 49 omicidi volontari con armi legalmente detenute. “A questo numero, inoltre, potrebbero essere aggiunti anche i casi di suicidio commessi con armi registrate e legittimamente detenute”, aggiunge Giorgio Beretta, analista di Opal. Perché, come spiega anche Stefano Iannaccone nel suo libro Sotto Tiro, quando scatta il raptus omicida o l’idea del suicidio “avere un’arma da fuoco a disposizione può fare la differenza tra la vita e la morte”.

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