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Le “imprese zombie” e altri oscuri presagi sul mondo del lavoro

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Ogni tanto capita di leggere nuovi neologismi che lasciano un po’ perplessi. Uno di questi, spuntato fuori di recente che prelude a decisioni che avranno ripercussioni sull’economia e pertanto sulla vita delle persone, è quello di “imprese zombie”. Vengono così definite le imprese che negli ultimi tre anni sono risultate in perdita e che stanno in piedi sfruttando i tassi di interesse molto bassi e soprattutto grazie alla volontà statale o delle banche, che di fronte all’impossibilità di recuperare la somma prestata, per evitare di segnare una perdita in bilancio continuano a finanziarle. Secondo i fautori di questa definizione ciò causerebbe un danno economico generale perché le suddette imprese, essendo di fatto sussidiate, utilizzerebbero del capitale in maniera poco produttiva, mentre se fallissero, tale capitale potrebbe essere utilizzato da altre aziende in modo più appropriato alzando la produttività dell’intero sistema. Il problema della bassa produttività italiana esiste e purtroppo è vecchio, ma non credo che si possa attribuire a queste fantomatiche imprese zombie.

Nelle discussioni recenti l’obiettivo è di smettere di aiutare queste imprese affinché se ne avvantaggi l’intero sistema produttivo. Per esempio, nel caso dei ristori si vorrebbe che queste imprese ne fossero escluse, così da favorirne il fallimento, sempre salvaguardando i lavoratori. Dopo i tanti i ritardi nell’erogazione della cassa integrazione è lecito nutrire qualche dubbio sul fatto di far fallire le imprese salvaguardando i dipendenti. La chiusura di un’azienda non è una pratica neutra, perché oltre ai lavoratori dell’impresa ci sono anche i fornitori che subirebbero un danno e lo stesso Stato che andrebbe a incassare meno tasse. Certamente il capitale liberato potrebbe trovare una migliore allocazione, ma ciò non sarebbe immediato e non è così automatico che accada. Le imprese le fanno gli uomini, e il più potente stimolo per intraprendere è la fiducia nel futuro e, se manca, si possono dare tutti gli aiuti di questo mondo, ma le imprese non nascono. Questi sono alcuni aspetti della questione, ma la considerazione più forte che tutti questi discorsi teorici presuppongono è un intervento pesante dello Stato nell’economia: siamo al livello che lo Stato crea e distrugge aziende private. Un’idea costruttivista che lascia molto perplessi.                                                                                                                              fonte https://www.ilparagone.it/attualita/imprese-zombie-lorenza-morello/?fbclid=IwAR0yVkWsuRlUhhco8vEb2tNNxJ0DlbH0hdwyZkrelid1VVaXlhwM-4SQCJk

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