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LE PAROLE DI UN’OPERATRICE DEL 118 DI BARI

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covid

“Sono molto delusa, quando siamo passati con l’ambulanza su corso Vittorio Emanuele stavamo andando a casa di un’anziano covid positivo in aggravamento”.
👉 “In questi casi mi chiedo per cosa e per chi ci stiamo ammazzando, indossiamo per ore la tuta protettiva, a volte senza poter mangiare o andare in bagno. In alcuni casi dobbiamo cavarcela con le nostre sole forze perché il sistema non è sempre in grado di gestire tutte le chiamate”.
👉 “Mi spiace dirlo ma i baresi meritano il lockdown, non sono capaci di limitarsi senza che qualcuno decida per loro. Non pensano a chi soffre, a chi ha già perso una madre, un padre, un fratello. Non hanno alcun rispetto per il nostro lavoro, incuranti prima o poi di dover aver bisogno di un’ambulanza che potrebbe non arrivare. In questo momento provo una grande tristezza e penso ai miei figli, che oggi non vedo da 13 ore e dai quali le settimane scorse sono stata costretta ad allontanarmi per un lungo periodo a causa di questo virus maledetto e sottovalutato”.
Parole che fanno male e che, purtroppo, possono anche essere rivolte ad alcuni cittadini della nostra provincia che non hanno capito il momento difficile che stiamo rivivendo.
👉 Capisco che ormai siamo al limite ma non possiamo gettare al vento oltre un anno di sacrifici, la difficolta economica di alcune categorie e altre vite umane!

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