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LEGGE ANTI-SUICIDI, CONTE COPIA LE PROPOSTE BUONE DEGLI ALTRI

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tonoli zorgniotti ghisolfi

LEGGE ANTI-SUICIDI, LIETI CHE UNA VOLTA TANTO CONTE COPI (PER QUANTO SOLO IN PARTE) LE PROPOSTE BUONE DEGLI ALTRI

IVANO TONOLI, SEGRETARIO POLITICO DI UNIONE CATTOLICA E PRESIDENTE DI CONFEDES: L’APPROVAZIONE AUTOMATICA DEL PIANO DI ABBATTIMENTO DEL DEBITO, A PRESCINDERE DAL CONSENSO O NO DEI CREDITORI ESATTORIALI, FU PREVISTA DA UNA NOSTRA BATTAGLIA DI CIVILTÀ POLITICA E FISCALE A INIZIO 2019 E RIBADITA NEL NOSTRO E-BOOK DI INIZIO AUTUNNO

ADESSO SERVONO PERÒ I DUE PASSI NORMATIVI SUCCESSIVI: UNA PREVISIONE IN BASE A CUI LA DICHIARAZIONE GIUDIZIALE DI ESDEBITAZIONE COMPORTI LA TOTALE RIABILITAZIONE LEGALE E FINANZIARIA DEL CONTRIBUENTE, IN OMAGGIO ALLA SECONDA POSSIBILITÀ ECONOMICA, E LA DICHIARAZIONE DELLO STATO DI PANDEMIA COME GIUSTA CAUSA DI REVISIONE AUTOMATICA AL RIBASSO (E NON SOLO DI MERA SOSPENSIONE) DI TUTTE LE PENDENZE ARRETRATE STATALI E LOCALI

EDUCAZIONE FINANZIARIA STRATEGICA ANCHE COME EDUCAZIONE AI DIRITTI FONDAMENTALI DEL CONTRIBUENTE

Noi Cattolici, totalmente e convintamente fedeli al messaggio del nostro amatissimo Papa Francesco che invita alla fratellanza globale, alla comprensione e all’inclusione, siamo i primi a prendere atto delle (rarissime se non uniche a dire la verità) innovazioni normative apportate a favore del cittadino consumatore e contribuente.
Una di esse, alla quale senza dubbio va il nostro plauso, riguarda la modifica alla legge anti-suicidi, che fu varata nel 2012 dal governo Monti, con l’obiettivo di contrastare la piaga del sovra indebitamento, e adesso finalmente integrata con una modifica in base alla quale l’approvazione del piano cosiddetto “di esdebitazione” potrà essere determinata dal giudice, a favore del debitore Contribuente, a prescindere dal parere o dalla non approvazione dei creditori esattoriali.
FINALMENTE! Si tratta di una nostra precisa battaglia di civiltà politica, fiscale ed economico-sociale, che fa parte fin dagli inizi del 2019 della nostra articolata e ampia proposta a favore del riconoscimento costituzionale della “Seconda Possibilità”: una precisa opportunità che trae origine dalle Sacre scritture e dalla Dottrina sociale della Chiesa Cattolica della quale nella primavera del 2021 sarà da noi celebrato il 130esimo anniversario dalla promulgazione della prima enciclica fondativa “Rerum Novarum” di Papa Leone XIII, per giungere fino a oggi a “Fratelli Tutti” del nostro amatissimo Santo Padre Francesco.
La prima stampa del nostro libro CATTOLICI UNITI PER BENEDIRE UN’ITALIA NUOVA, a cui seguirà la ristampa a inizio 2021, prevede in maniera espressa che l’imprenditore possa presentare un piano di abbattimento del proprio debito che verrà deliberato dal giudice con o senza il consenso dei creditori statali ed esattoriali.
Non solo: la nostra proposta va ben oltre tale pur fondamentale previsione, stabilendo che il decreto di approvazione del Magistrato costituisca automatica riabilitazione della stessa azienda. La quale azienda, sottoscrivendo un interpello liberatorio con il ministero dell’economia e delle finanze – privilegio a oggi riconosciuto solamente ai grandi gruppi e alle multinazionali – potrà ottenere la piena e totale riabilitazione agli effetti dei nuovi e dei maggiori finanziamenti che avrà titolo a richiedere e ottenere per ripartire in termini produttivi e occupazionali.
Una vicenda della quale ci stiamo occupando con il nostro eccellente Avvocato Domenico Zampelli, il quale sta approfondendo le innovazioni normative appena varate – seppur parziali rispetto alla nostra proposta antecedente e originaria – per rendere le stesse applicative in forma estensiva.
Unione Cattolica si batterà affinché un Italiano su tre – in pratica oltre una famiglia ogni due – sia rimesso nelle condizioni di rientrare nell’economia emersa e legale, e affinché dal 2 gennaio non si verifichi il genocidio fiscale annunciato dall’Agenzia delle entrate riscossione di 31 milioni di cartelle esattoriali in arrivo nelle buche delle lettere di ognuno di noi. Con buona pace dei ristori che, malgrado contino oramai già cinque decreti consecutivi, non ristorano nulla e dei cui effetti si sta accorgendo “solamente” il nostro debito pubblico.
L’educazione finanziaria, intesa anche come educazione ai diritti del contribuente, è una questione di civiltà giuridica e tributaria di cui ci facciamo interpreti in solido con l’amico comune e Banchiere Beppe Ghisolfi, il primo che sui mass media abbia illustrato le opportunità previste dalla stessa legge Monti del 2012.

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