Lui, Alessandro Del Piero, campione del mondo con la Nazionale di calcio italiana

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Lo conosciamo noi che siamo un po’ più grandi, lo conoscono i ragazzi, lo conoscono i piccini.

Ha accompagnato intere generazioni, le ha fatte sognare, piangere, urlare e festeggiare. Le ha fatte crescere con la magia di ogni suo goal.

Ma la rete più bella, Alessandro, l’ha realizzata oggi, in un discorso meraviglioso realizzato per Sky Sport in cui ha voluto ricordare George Floyd, Sarah Hijazi e Mohamed Ben Ali.

Eccolo:

“Mentre eravamo via, hanno chiuso gli stadi e abbiamo lasciato il nostro gioco.

Il virus si è diffuso, gli ospedali si sono riempiti, le mascherine sono diventate le nostre divise.

L’ufficio si è trasferito in salotto, la scuola su Zoom e abbiamo fatto programmi TV da casa.

Abbiamo ridefinito il concetto di eroe: i nostri campioni sono diventati loro, i medici.

Abbiamo perso delle vite, abbiamo detto addio a migliaia di donne e uomini della generazione che ci ha fatto diventare quello che siamo. Senza poterli salutare, senza poterli ringraziare.

Pensavamo di aver finito le lacrime, ma c’è altro.

Mentre eravamo via, George Floyd è stato ucciso, soffocato da un poliziotto a Minneapolis, vittima della violenza e del razzismo.

Mohamed Ben Ali è morto carbonizzato vicino a Foggia, in una baraccopoli dove vivono immigrati trattati come schiavi.

Sarah Hijazi, attivista per i diritti degli omosessuali, si è suicidata: non ha resistito alla memoria delle torture subite in Egitto.

Causa delle morti? Altri virus antichi, che non riusciamo a debellare: il razzismo, l’ingiustizia sociale, la discriminazione.

Non possiamo accettarlo, non vogliamo stare zitti.

Il calcio non offre un vaccino, non offre una cura, ma può dare un esempio, perché lo sport eleva le donne e gli uomini e li rende migliori.

È il momento di tornare in campo. Adesso tocca a noi”.

E non c’è davvero altro da aggiungere.

Cathy La Torre
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