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Milano, De Corato attacca Sala: «Usa il bastone con i gilet arancioni e la carota coi centri sociali»

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decorato

Riccardo De Corato attacca il sindaco Beppe Sala. «Come al solito, il sindaco Sala usa maniere diverse a seconda delle simpatie di area politica. Ai gilet arancioni scesi in piazza Duomo per protestare contro il governo riserva il bastone. Mentre per i suoi supporter di sinistra e dei centri sociali c’è la carota. Infatti, mentre Sala annuncia che chiederà al prefetto di denunciare gli organizzatori della manifestazione, si è ben guardato dal fare lo stesso per altre manifestazioni che sono state organizzate a maggio da gruppi di sinistra e dai centri sociali». È il commento dell’ex vicesindaco di Milano e assessore regionale alla sicurezza, all’immigrazione e alla polizia locale Riccardo De Corato.
De Corato: «Ricordo che il Primo Maggio…»

«Ricordo che il Primo maggio, oltretutto in pieno lockdown c’è stata la manifestazione organizzata da “Non una di meno”. Poi, il 22 maggio, gli antagonisti del centro sociale Corvetto hanno sfilato di notte con fumogeni e campanacci per protestare contro gli sgomberi delle abitazioni occupate abusivamente. Per nessuna di queste manifestazioni Sala ha sentito il bisogno di chiedere provvedimenti al prefetto. Forse perché si tratta di suoi supporter?».
«Sala faccia rispettare l’ordinanza nelle periferie»

De Corato poi interviene anche sull’ordinanza anti-Covid.«Come spesso accade, nell’annunciare i risultati della sua azione amministrativa il sindaco Sala non considera quanto succede nelle periferie. Può darsi che, come afferma, il divieto di asporto di alcolici dalle ore 19 alla mattina stia funzionando sui Navigli, all’Arco della Pace e in corso Como, ma perché non manda qualche agente della Polizia locale a controllare di sera i tanti market afro-asiatici che costellano le periferie? Lì non c’è nessun rispetto della sua ordinanza, visto che la vendita di birra d’asporto prosegue senza sosta».
«Nessun controllo al di fuori dei market etnici»

E poi ancora: «Al di fuori dei market etnici non si vede mai un controllo, come lamentano molti cittadini sui social, stanchi dei molesti assembramenti notturni di ubriachi, soprattutto sudamericani e filippini, che si formano nei pressi. L’ordinanza che vieta la vendita d’asporto dopo le 19 non può penalizzare i commercianti italiani e lasciare indisturbati quelli dei market stranieri, liberi di vendere alcolici a qualsiasi ora della notte».

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