NAGORNO-KARABAKH: NON C’È PIÙ TEMPO DA PERDERE!

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Il Nagorno karabakh è di nuovo al centro del conflitto tra Armenia e Azerbaijan, e da troppi giorni oramai, e con troppi danni. Dall’inizio dei combattimenti il 27 settembre sono già state uccise oltre 350 persone, mentre la capitale di Nagorno-Karabakh Stepanakert è sotto attacco.
È notizia di ieri il bombardamento della storica cattedrale di Ghazanchetsots nella città di Shusha in Armenia, dove sono rimasti feriti diversi giornalisti.

Non posso che condannare ogni tipo di violenza ed esortare la comunità internazionale affinché si prodighi per una soluzione pacifica di questo conflitto che infiamma ciclicamente il Caucaso. Allo stesso tempo deve essere evitato qualsiasi tentativo di ingerenza straniera, come sta avvenendo con la Turchia di Erdogan che sta appoggiando apertamente la controffensiva azera, con interessi sul campo geopolitico.
Oggi e per la prima volta dopo lo scoppio delle nuove ostilità, i ministri degli Esteri armeno, Zohrab Mnatsakanyan e azero, Jehun Bayramov, si incontreranno a Mosca per mettere le basi per riprendere il processo di pace tra i due paesi nel conflitto.
La speranza è di arrivare ad una tregua proprio tra oggi e domani e ci auspichiamo una soluzione diplomatica, con il supporto di UE, OSCE e Gruppo di Minsk – di cui l’Italia è membro -, che porti al più presto alla pacifica risoluzione di un conflitto che ormai da troppo tempo.

Yana Ehm
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