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Non ne azzecca davvero una il sottosegretario Sasso

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azzolina

Sì, sempre lui, quello che scambia Dante con Topolino, quello con la delega al cyberbullismo che assume una persona a giudizio per cyberbullismo

Sasso invece di governare passa le giornate ad attaccare ma ogni volta che lo fa si copre di ridicolo. L’altro ieri ne ha combinata un’altra.
Ha usato parole molto gravi, perché false e quindi diffamatorie, riguardo alla vicenda del concorso per dirigenti scolastici del 2017. Il Ministero – dice Sasso – sta “finalmente provvedendo all’ostensione delle prove scritte del concorso”. Accusando me di essermi invece sempre opposta all’accesso degli atti da parte dei ricorrenti. Una falsità colossale. Parlano i numeri: sono state oltre 3 mila le richieste di accesso evase dall’amministrazione, riscontrate durante il mio mandato, sempre secondo quanto indicato dalla legge e dalla magistratura.

Sasso ha poi definito il concorso una vicenda ‘opaca’: gravissimo, perché dimentica che c’è una pronuncia definitiva del Consiglio di Stato che ne ha confermato la regolarità. E c’è di più: quello che Sasso sbandiera come un grande atto di trasparenza “ora che c’è la Lega” (non so se ridere o piangere), è semplicemente un atto dovuto. L’amministrazione sta infatti ottemperando ad una sentenza di 3 mesi fa. Deve farlo, semplicemente. Semmai, potremmo dire che lo sta facendo con alcuni mesi di ritardo. Certo, non si può pretendere che Sasso, ossia l’inclito lettore delle avventure del personaggio Disney più famoso, conosca il diritto amministrativo e la differenza tra indirizzo politico e azione amministrativa (non è il Ministro a decidere se e come gestire i ricorsi ma il Ministero, cioè l’amministrazione), ma tutti i cittadini hanno diritto ad essere rappresentati da un Sottosegretario che abbia almeno un minimo di consapevolezza e di rispetto per il ruolo che ricopre.
Sarebbe utile che il Ministro dell’Istruzione provveda, ancora una volta, a ricordarglielo, spiegando bene alla Lega i termini anche di questa vicenda, ripristinando la verità.

 

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