Omicidio Cerciello, è impossibile l’estradizione dei due americani negli Usa

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Le immagini dei due uomini che sarebbero stati fermati dai carabinieri, 26 luglio 2019. Due persone sono state fermate nell'ambito delle indagini sull'omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, accoltellato a morte stamani a Roma nel corso di un servizio contro un tentativo di estorsione. I fermati sono cittadini americani. I due sono stati portati al nucleo operativo dei carabinieri di via In Selci dove si recheranno i magistrati della Procura di Roma per interrogarli. Contro i due per ora non Ë stata formalizzata nessuna accusa. La Procura perÚ procede per omicidio e furto.
ANSA/ESCLUSIVA

Al dipartimento di Stato Usa si procede con “cautela” nella vicenda dell’uccisione del vice brigadiere Mario Cerciello Rega, per la quale sono sospettati i due giovani americani Finnegan Lee Elder e Christian Gabriel Natale Hjorth. A quanto apprende l’Adnkronos, Washington per ora ha scelto la “linea del silenzio”, che potrà essere eventualmente interrotto per esprimere cordoglio per la morte del giovane carabiniere. Un intervento di peso sulla vicenda, in questo momento, “non è ritenuto strategico”. Non sono previste dichiarazioni ufficiali nemmeno sulla polemica innescata dalla foto che ritrae Christian Natale Hjorth bendato, nella caserma di via in Selci. A quanto si apprende, l’immagine del cosiddetto “scandalo” avrebbe avuto più impatto sui media Usa che sui vertici del dipartimento di Stato. Per il momento, a Washington, si preferisce “aspettare di capire” come evolverà la vicenda, anche dal punto di vista processuale. Secondo le fonti interpellate, appare poco praticabile anche la strada dell’estradizione, evocata da alcuni media. La parola d’ordine, in questo momento, è una sola: “cautela”.
Intanto, attendere la condanna definitiva

Tuttavia una eventuale estradizione dei due americani sarà possibile solo una volta diventata definitiva la condanna e solo dopo che entrambi abbiano scontato una parte di pena nel Paese dove è stato compiuto il reato, ossia in Italia. Prima allora sembra “improponibile” che i due possano essere estradati.Ne sono convinti sia il presidente della Camera penale di Roma Cesare Placanica sia gli avvocati che hanno seguito tutto l`iter giudiziario di Amanda Knox, Luciano Ghirga e Carlo Dalla Vedova, sentiti dall’agenzia Ansa. “Esistono delle convenzioni che consentono di processare gli autori dei reati nello Stato rifugio, vale a dire nel Paese di appartenenza, ma non mi risulta che questo tipo di accordo vi sia tra Italia e Usa – spiega Placanica -. Il principio prevede che lo Stato d’origine può processare il proprio cittadino sulla base delle prove che fornisce lo Stato in cui è stato commesso il reato. Ma il presupposto fondamentale è che gli autori del reato si trovino già nel Paese d’origine”. “È improponibile” dunque che Elder e Natale possano essere processati in Usa, conclude Placanica, e soprattutto è “inimmaginabile” che l’Italia li possa far partire. Posizione -dice l’Ansa – condivisa anche dai legali di Amanda che durante il lungo iter giudiziario che poi portò all`assoluzione della stessa Knox e di Raffaele Sollecito per l`omicidio di Meredith Kercher, valutarono proprio la possibilità che la ragazza potesse lasciare l`Italia. Un’eventuale estradizione negli Usa, dicono Ghirga e Dalla Vedova “potrebbe essere chiesta dalle autorità americane in base a quanto previsto dalle norme del Trattato di amicizia tra i due Stati, come è accaduto per Silvia Baraldini o come potrebbe succedere per Chico Forti”. Ma sarebbe possibile “solo una volta diventata definitiva la condanna e comunque scontata una parte di essa nel Paese dove è stato compiuto il reato”. “Sia per il caso di Amanda, sia per quello dei due ragazzi – aggiunge Ghirga – la competenza dell’Italia è piena. Non c’è alcuna alternativa”.                                                                                                                                                fonte https://www.secoloditalia.it/

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