Operai forestali, Remaschi e Fratoni: “Necessario reintegrare la dotazione di personale”

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FIRENZE – Un incontro per fare il punto sulla valorizzazione e gestione del patrimonio agricolo forestale regionale, con un appello, lanciato dagli assessori regionali Marco Remaschi (agricoltura e foreste) e Federica Fratoni (ambiente), affinché la dotazione organica del personale impegnato possa essere reintegrata in tempi rapidi: gli operai forestali, dai primi anni ‘90, sono passati da 1400 unità circa ai 400 attuali.

“Un progressivo indebolimento – ha detto l’assessore Remaschi – che, unito all’elevata età media delle maestranze, mette a rischio non solo la gestione forestale del patrimonio regionale ma anche le stesse attività antincendio nonché tutta la gestione della delega in materia di forestazione”. La Toscana dispone di un patrimonio rilevante, circa 110 mila ettari, pari al 10% della superficie forestale totale regionale. “Una forza lavoro importante, che svolge il proprio compito con grande professionalità ed impegno. Sono persone che curano tutti gli aspetti legati alla lotta agli incendi, sia in termini di prevenzione che di lotta attiva. Incendi che in ragione dei cambiamenti climatici sono piuttosto frequenti. A Monticiano abbiamo un importante centro di formazione riconosciuto a livello nazionale e internazionale. Centro che ha collaborazioni con fondazioni internazionali con lo scopo di inquadrare meglio tutto il settore ed inserire tecnologie avanzate e moderne che consentano agli operai di lavorare meglio e in sicurezza”.

Anche l’assessore Federica Fratoni, in apertura dell’incontro, ha sottolineato la necessità di adeguare l’attuale dotazione di personale del settore. “Il demanio forestale costituisce un polmone verde insostituibile, ma anche un importante strumento di contrasto ai cambiamenti climatici che in questi ultimi giorni hanno mostrato gli effetti, evidenti. La manutenzione e valorizzazione di questo patrimonio ha ricadute a livello sociale ed economico per i territori. Purtroppo a causa di una profonda riorganizzazione istituzionale e di una revisione delle risorse disponibili c’è stato un contenimento della dotazione personale che adesso dobbiamo cercare di frenare. Non possiamo arretrare rispetto a politiche che, anche dal punto di vista ambientale, riscuotono attenzione e sensibilità da parte dell’opinione pubblica. L’impegno dei prossimi anni andrà sicuramente in questa direzione”.

La Toscana si è dotata di una legge apposita, la numero 39 del 2000, ‘Legge Forestale della Toscana’, che tra gli obiettivi generali persegue anche quello dello sviluppo sostenibile, della conservazione, della biodiversità, della tutela delle risorse genetiche autoctone e degli habitat naturali, della gestione multifunzionale del bosco e degli ecosistemi forestali anche nell’ambito delle politiche comunitarie per l’agricoltura. “Quando ci riferiamo alla gestione del patrimonio boscato – ha detto ancora Remaschi – non parliamo solo di prevenzione ma anche di tutti quegli interventi che sono gestiti sulla base di un apposito ‘piano di gestione’, previsto dalla legge forestale della Toscana, ed affidato alle Unioni di Comuni competenti per territorio e, qualora non presenti queste ultime, ai Comuni. Soggetti che devono provvedere al progressivo reintegro delle maestranze. Considerato che queste lavorano su progetti occorre personale tecnico ma anche amministrativo perché i progetti devono essere presentati, realizzati e quindi rendicontati. C’è bisogno – ha concluso Remaschi – di ricostruire questo tessuto, molto importante per la Toscana, avvalendoci delle grandi professionalità di cui già disponiamo e dell’interesse che c’è verso questo settore. Dobbiamo migliorarne l’operatività e ricercare soluzioni innovative per dare prospettive più efficienti e moderne”.

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