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OTTIMA LA SCELTA DI DRAGHI DI SEMPLIFICARE E PROLUNGARE I BONUS FISCALI EDILIZI

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scuole cattoliche

IVANO TONOLI, SEGRETARIO POLITICO PARTITO UNIONE CATTOLICA E PRESIDENTE CONFEDERAZIONE CONFEDES: SI CONCRETIZZA UN AUSPICIO CHE AVEVAMO EVIDENZIATO IN SEDE DI NOSTRO PROGRAMMA E CHE, ATTRAVERSO ALCUNE ACCELERAZIONI PROCEDURALI E POCHI ESSENZIALI CHIARIMENTI INTERPRETATIVI, PUO’ ALTRESI’ BENEFICIARE GLI EDIFICI DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE PARITARIE, NEL NOSTRO PAESE SOPRATTUTTO CATTOLICHE, METTENDO LE STESSE IN CONDIZIONE DI RENDERE DISPONIBILI IN SICUREZZA ULTERIORI SPAZI E DI VELOCIZZARE L’USCITA DALLA FASE DELLA “DAD”

STRATEGICA RIMANE LA COLLABORAZIONE CON IL SETTORE BANCARIO CON UN IMPEGNO DI STATO E REGIONI AD AUMENTARE I FONDI DA PORRE A GARANZIA DELLE OPERAZIONI DI CESSIONE DEL RELATIVO CREDITO D’IMPOSTA

Il Partito Unione Cattolica e la Confederazione datoriale e sindacale Confedes plaudono alla scelta del Governo Draghi di semplificare e di prolungare gli effetti dei bonus fiscali edilizi, principalmente del credito fiscale del 110 per cento, in seguito a precise ricerche ministeriali, confermate dalle nostre rilevazioni, che indicano in misura obiettiva un beneficio netto finale per il bilancio dello Stato, e anche per i bilanci degli Enti regionali e locali, fra rinuncia immediata a una quota di carico fiscale e maggiori entrate erariali derivanti non da rincari-boomerang di aliquote, bensì dall’aumento incentivato dei volumi d’affari e degli investimenti e dunque della base imponibile reddituale indicatore di un più alto benessere diffuso di famiglie, professionisti e imprese.
Si tratta di un auspicio che avevamo evidenziato in sede programmatica e di elaborazione della seconda edizione e stampa del nostro Libro integrale, di prossima imminente uscita presso il pubblico, dal titolo “Cattolici Uniti, da 130 anni per benedire un’Italia Nuova” (di Tonoli, Brambilla, Zorgniotti, Morelli e Cassano), poiché – come sembra adesso confermato dagli orientamenti del nuovo Capo del Governo Italiano – l’introduzione di alcune accelerazioni procedurali e di pochi semplici chiarimenti interpretativi potranno conseguire due enormi risultati:
a) Incoraggiare la totalità delle famiglie e delle imprese, potenziali beneficiarie degli interventi, a concorrere attivamente a fruire degli stessi, circostanza oggi purtroppo preclusa ad almeno un contribuente ogni tre
b) Aiutare gli enti di gestione delle scuole paritarie, in Italia soprattutto di ispirazione Cattolica, a rientrare appieno nel beneficio del bonus, che consentirebbe agli stessi di mettere a disposizione, come già erano intenzionate a fare nel corso della prima e seconda tragica ondata pandemica – inascoltate e ignorate però da Conte e dalle sinistre populiste ideologiche – un maggior numero di spazi, locali e strutture in sicurezza, con il risultato così di velocizzare al massimo il cammino di fuoriuscita dalla famigerata “Dad” introdotta, è bene precisarlo, non da Draghi bensì dall’ex duo Conte-Azzolina.
Va precisato in effetti che fin dalla propria attivazione, il credito fiscale in campo edilizio riguarda, giustamente, gli investimenti apportati dagli enti di gestione del patrimonio edilizio residenziale pubblico, motivo per cui alla stessa maniera basterebbe un accorgimento interpretativo per procedere nella medesima direzione agevolante a beneficio delle Istituzioni e dei soggetti gestori degli edifici scolastici.
Riteniamo parimenti fondamentale, in parallelo, procedere al rafforzamento dei rapporti di collaborazione con il settore bancario e con il mondo del credito, per accrescere le opportunità di cessione e di monetizzazione del bonus, utile a conferire liquidità immediata a famiglie e istituzioni committenti ed imprese esecutrici dei lavori, il che diventa possibile con un impegno di Stato e Regioni a irrobustire le dotazioni dei rispettivi fondi per il rilascio di idonee garanzie pubbliche a favore delle banche.

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