ArabicEnglishFrenchGermanItalianRomanianSpanish

Paita: “Basta lacerazioni e faide sui nomi. Per sconfiggere Toti servono idee”

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram
Condividi su email
Condividi su print
paita

«Sarebbe grave infilarci in discussioni e lacerazioni invece di elaborare un progetto alternativo al disastro del centrodestra» . La deputata di Italia Viva, Raffaella Paita, lancia un «avviso ai naviganti».

Paita, ci sono margini per una scelta condivisa nel campo giallorosso?
«Se dopo quello che è accaduto sulla gestione dell’emergenza Covid e davanti al tasso di inadeguatezza del centrodestra, non ci rendessimo conto che serve un progetto alternativo e autorevole, sarebbe gravissimo. Non infiliamoci in discussioni che portano a lacerazioni».

A cosa si riferisce?
«Sono rimasta stupita da chi assicura il candidato in 15 giorni o da chi fa appelli sui nomi. Mi sarei aspettata dalle forze di opposizione un appello per formulare una risposta strutturata e comune sulla sanità».

Però i renziani non hanno ancora aderito ad alcun tavolo. Perché?
«Se ci avessero chiamati a discutere di sanità ci saremmo andati. Invece si continua a parlare del metodo sul nome. Faccio io un appello. Abbiamo assistito a medici di base in rivolta, assenza di risposte sul territorio, confusione negli ospedali, medici e infermieri allo sbando. La risposta del centrodestra è stata commissariare le Asl, passando dal libro bianco della sanità all’uomo solo al comando. Invece di parlarci addosso, affrontiamo questi temi».

È esclusa l’ipotesi di corse solitarie di Italia Viva?
«Non è detto che ci si riesca a unire. Per battere Toti servono un programma e persone all’altezza, in un fronte della responsabilità. Ma, per Italia Viva, alcuni temi come sviluppo, infrastrutture e sanità devono avere cittadinanza».

Alcuni propongono Sansa o Massardo. Che ne pensa?
«Con Sansa abbiamo avuto percorsi diversi, ma è una persona che stimo. Come Massardo o Conti. Profili autorevoli, ma senza un progetto comune e autorevole non si vince».

Toti si può battere?
«Si deve battere, perché ha governato male sia la sanità che l’economia liguri. Io penso che sia utile e urgente far ripartire il Paese, ma il grido di dolore dei sindaci è emblematico: c’è lo spazio per una risposta netta, anche trasversale. Ma partiamo dalle idee, non dai nomi».

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram
Condividi su email
Condividi su print

Ti potrebbero interessare

CODACONS: ITALIANI TAGLIANO ACQUISTI ANCHE SU CIBO, È EMERGENZA CONSUMI

Necessario reinvestire su alcuni mestieri che offrono ancora lavoro, la

Lo scorso anno in Trentino ci sono stati 157 incursioni

Udine – La Giunta regionale ha dato oggi il via

salute

“I ricoveri che abbiamo avuto in terapia intensiva in questi

XVIII edizione “Lo straordinario è straordinario” Dal 26 settembre al

ArabicEnglishFrenchGermanItalianRomanianSpanish
Questo sito si avvale di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, accetti l’uso dei cookie.