Parco Nazionale del Gargano. M5S, Continueremo a vigilare

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Parco Nazionale del Gargano. M5S: “Continueremo a vigilare e a chiedere spiegazioni su quanto sta accadendo nella gestione dell’Ente finché non avremo risposte convincenti e finché il Parco non funzionerà perfettamente”

“Leggiamo sugli organi di stampa fantasiose ricostruzioni di esponenti della Lega in merito a quanto sta accadendo al Parco Nazionale del Gargano. Questi leghisti dovrebbero raccontare la verità e non prendere in giro i cittadini. Nessun tribunale del Lavoro, infatti, ha legittimato la decisione del Presidente dell’ente Parco Pasquale Pazienza di licenziare la direttrice dell’Ente Maria Villani. E, cosa che riteniamo ancora più grave, non abbiamo ancora ricevuto alcun chiarimento da parte dell’Ente Parco sulla nomina – al posto della dottoressa Villani – del dirigente facente funzione Vincenzo Totaro, citato nella relazione prefettizia sullo scioglimento del Comune di Monte Sant’Angelo nel 2015 e, successivamente, dichiarato incandidabile. Lo ribadiamo ancora una volta: nessuno può pensare di gestire un ente pubblico come fosse casa propria”. Lo dichiarano gli eletti del Movimento 5 Stelle Rosa Barone, Marialuisa Faro, Mario Furore, Carla Giuliano, Gisella Naturale e Marco Pellegrini. “Facciamo una breve cronistoria degli ultimi avvenimenti per informare correttamente i cittadini. Con Decreto del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare n. 77 del 07/04/2020, veniva nominata Direttore dell’Ente parco nazionale del Gargano la dott.ssa Maria Villani e, in data 26/05/2020, veniva sottoscritto, tra la stessa e il Presidente Pazienza, il contratto individuale di lavoro. Con lettera del 07/09/2020, nota protocollo n. 5100, il Presidente dell’Ente Parco procedeva, inopinatamente, alla risoluzione del rapporto di lavoro con la dott.ssa Maria Villani, per recesso della parte datoriale a seguito del mancato superamento del periodo di prova da parte della medesima. Considerata la stranezza della procedura, il M5S si attivava immediatamente per conoscere i motivi che avevano fatto scaturire tale improvvisa decisione di Pazienza, depositando una interrogazione in Senato, a prima firma del sen. Marco Pellegrini (nell’ambito delle sue prerogative parlamentari di sindacato ispettivo). Nel frattempo, il Ministero si era espresso negativamente sulla legittimità del provvedimento di licenziamento, ritenendo errata la procedura decisa dal Presidente Pazienza che, poi, ha proceduto ad una sorta di “convalida” ex post del precedente licenziamento con una apposita delibera. Il licenziamento è stato impugnato dalla dott.ssa Villani innanzi al competente Tribunale di Foggia, mediante ricorso di urgenza ex art. 700 c.p.c., che non è stato rigettato nel merito – come adombrano erroneamente i leghisti che, evidentemente, non hanno letto il dispositivo oppure non lo hanno capito – ma è stato rigettato per assenza del periculum in mora. Quindi, giova ribadirlo, il giudice – chiariscono i pentastellati – non si è espresso nel merito della vicenda ma solo sulla presenza o meno dei presupposti per il ricorso di urgenza. A conferma di ciò, nell’ordinanza il Giudice chiarisce perfettamente che ‘quanto alla regolamentazione delle spese del giudizio, in virtù della natura della controversia, delle motivazioni del rigetto della domanda e della circostanza che sussistono concreti dubbi circa la legittimità della procedura di licenziamento, anche e soprattutto alla luce della nota del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, del 7.10.2020, si stima equo ed opportuno disporne la compensazione per intero fra le parti’. Quindi, la questione è ancora aperta e tutta ancora da chiarire. È, pertanto, ingannevole da parte degli esponenti leghisti – continuano i pentastellati – parlare di “Ministri tirati per la giacchetta” o di prese di posizione ad personam. Qui contano solo i fatti, la salvaguardia e la valorizzazione del territorio, la legge, il rispetto delle regole e dei cittadini, le sentenze, e non certo le chiacchiere in politichese della Lega. La nostra posizione si fonda esclusivamente sulla difesa della legalità e di una risorsa fondamentale per la nostra provincia, quale è il Parco che, purtroppo, è attualmente in balia della mancanza di visione da parte del Presidente Pazienza che con le sua errata e cervellotica procedura di licenziamento (forse senza precedenti nella storia del parchi in Italia) ha causato rallentamenti nell’azione amministrativa dell’Ente, oltre ad avversare – nei fatti – le più importanti associazioni ambientaliste di Capitanata, che da anni collaborano con Il Parco. Nei prossimi giorni scriveremo nuovamente al Ministero dell’Ambiente per chiedere se e quali azioni il ministero vigilante stia ponendo in essere nei confronti dell’ente vigilato. Non possiamo permettere che il Parco sia lasciato alla mala gestione, alla assenza di progettualità e al lassismo sui temi della salvaguardia e della valorizzazione del territorio”.

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