Parlateci della Lombardia

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parlamento

I cittadini hanno diritto di sapere tutta la verità su quanto è successo in Lombardia. Tutta. I magistrati faranno la loro parte, ma la politica ha il dovere di fare la sua e di andare fino in fondo. La verità la si deve ai morti ma anche ai sopravvissuti e ai cittadini di domani. Vanno individuati errori e responsabilità, bisogna capire cosa non ha funzionato e rimediare in modo che certe tragedie non si ripetano mai più. La Lega non sembra però d’accordo e in parlamento ha scatenato la bagarre. Vorrebbero coprire tutto, per convenienza politica. Se la strage fosse successa in una regione non governata da loro si sarebbero presentati in parlamento con le magliette con scritto sopra parlateci di quello e di quell’altro e si sarebbero precipitati in piazza a far pagliacciate contro un governo che nasconde la verità al popolo sovrano. Ma la pandemia ha colpito il fortino lombardo, là dove la Lega è nata e comanda da decenni. Bacini di voti, intrecci consolidati di potere e grandi interessi. Un sistema che ha alimentato la leggenda metropolitana della Lombardia come “modello di buon governo” gestita dalla migliore classe politica del paese e col sistema sanitario tra i più avanzati ed efficienti al mondo. Un sistema che fino a qualche mese fa sembrava indistruttibile ed invece il virus ha mandato penosamente in frantumi. Migliaia di morti, migliaia di falle, migliaia di dubbi. La verità è un diritto dei cittadini e un dovere della politica, ma la Lega si arrocca nel suo fortino, teme che la leggenda lombarda si trasformi in una triste barzelletta e scarica disperatamente le colpe su Roma. Si difende contrattaccando, istericamente. Come se la Lombardia e i suoi abitanti fossero “loro”, quelli vivi e quelli morti e non fossero invece italiani. E non fossero invece esseri umani che meritano giustizia e che il loro sacrificio non sia stato vano. La verità è un diritto dei cittadini e un dovere della politica, ma la Lega teme di perdere voti e vorrebbe che la politica si giri dall’altra parte e che tutto finisca nel dimenticatoio. Così alle prossime elezioni potranno scaricare le colpe sul governo Conte e il loro sistema di potere potrà riprendere come nulla fosse. Ma la strage è stata di una tale gravità che certe furbate potrebbero non funzionare. A voler conoscere tutta la verità sono prima di tutto i lombardi, tutti coloro che hanno pagato un prezzo carissimo e se ne fregano di certi giochetti politici. I lombardi come tutti i cittadini italiani. Perché la verità è un diritto dei cittadini e un dovere della politica. Se il regionalismo sanitario ha fallito, la politica ha il dovere di metterci mano. Se una sanità a trazione privata ha fallito, la politica ha il dovere di metterci mano. Vanno individuati errori e responsabilità, vanno prese le opportune decisioni, in modo che certe tragedie non si ripetano mai più. Altro che ipocrita propaganda, altro che omertà. Parlateci della Lombardia.                                     (Tommaso Merlo)

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