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PERCHÉ NON POSSO DIRE SÌ AL “CONTRATTO DEL SECOLO” CON L’EGITTO!

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yana

Dopo settimane di discussioni e confronto, l’Italia ha dato il via libera alla vendita delle prime due fregate Fremm all’Egitto, parte del “#contrattodelsecolo”, una commessa di forniture militari più ampia che comprende altre 4 fregate, 20 pattugliatori d’altura, 24 caccia Eurofighter Typhoon e 20 velivoli di addestramento.

Un valore totale di oltre 9 miliardi di euro, il più corposo contratto mai concluso dall’Italia dal dopoguerra, che metterebbe l’Italia al primo posto dell’industria bellica con il Cairo, confermando la qualità ed il prestigio della nostra industria italiana, del nostro Made in Italy.

Eppure non posso essere d’accordo con questa decisione:

Non posso essere d’accordo per la legge 185 del 1990 che vieta le esportazioni di armamenti verso paesi i cui governi sono responsabili di accertate “violazioni delle convezioni internazionali in materia di diritti umani” e che accerta che l’esportazione di materiale di armamento “deve essere conforme alla politica estera e di difesa dell’Italia”.

Non posso essere d’accordo perché stiamo parlando di un regime autoritario con sistematiche violazioni dei diritti umani, incarcerazioni arbitrarie, repressione del dissenso e persecuzione degli oppositori politici, giornalisti, sindacalisti, e difensori dei diritti umani. L’affidabilità ed il rispetto dei diritti umani si conquistano con azioni concrete, non con accordi commerciali.

Non posso essere d’accordo per Giulio Regeni. Il nostro ricercatore universitario che è stato torturato ed ucciso in Egitto il 25 gennaio 2016 e sulla cui morte le autorità egiziane non hanno mai fattivamente contribuito a fare chiarezza. E pensare che Giulio è soltanto uno delle infinite sparizioni forzate che accadono ogni anno.

Non posso essere d’accordo per la posizione egiziana divergente dalla nostra visione strategica sul Mediterraneo e nello scacchiere libico, dove l’esecutivo di al-Sisi è anche uno dei principali sostenitori del generale Khalifa Haftar e non del governo riconosciuto che il nostro Paese insieme alla comunità internazionale difende, ovvero quello di al-Serraj. Le violazioni alla tregua armata sono continue.

Non posso essere d’accordo per Patrick George Zaky, studente universitario dell’università di Bologna, trattenuto in carcere da oramai quasi 4 mesi senza un regolare processo.

Non posso essere d’accordo per l’art. 11 della nostra costituzione che cita: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni.”

Le scelte in questi ambiti non sono mai facili, da una parte la prosperità economica ed il prestigio di un paese, dall’altra parte i nostri principi, le nostre linee guida costituzionali, i nostri valori della patria. Beh, credo che il prestigio di un paese si possa misurare soprattutto nella coerenza di non abbandonare mai quei valori che la fondano e la guidano ogni giorno, in ogni scelta.

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