PIPPO DELBONO AL TEATRO VERDI DI PORDENONE

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Pippo Delbono_La Gioia5

TEATRO VERDI PORDENONE

ARRIVA IN ESCLUSIVA REGIONALE SUL PALCOSCENICO DEL TEATRO VERDI DI PORDENONE PIPPO DELBONO: ATTORE E REGISTA FUORI DAI CANONI, OLTRE CHE UNO DEGLI ARTISTI ITALIANI PIÙ CONOSCIUTI SULLA SCENA INTERNAZIONALE, SABATO 30 NOVEMBRE (ORE 20.30) È IN SCENA CON “LA GIOIA”, PRIMO APPUNTAMENTO DEL CARTELLONE “NUOVE SCRITTURE”

IMMERSI NELLE SPLENDIDE CREAZIONI FLOREALI DI THIERRY BOUTEMY, SULL’ONDA DI UNA COLONNA SONORA POTENTE ED EVOCATIVA, LO SPETTACOLO DI DELBONO E DELLA SUA STRAORDINARIA COMPAGNIA DI ATTORI/PERFORMER È UN VIAGGIO VERSO LA GIOIA DA CONDIVIDERE CON IL PUBBLICO

PORDENONE – Si inaugura sabato 30 novembre al Teatro Verdi di Pordenone una ulteriore, potente sezione all’interno del cartellone prosa, firmato dalla consulente artistica Natalia Di Iorio: per il primo appuntamento del percorso Nuove Scritture – che vedrà sfilare nomi importanti, maestri indiscussi nel saper indagare l’animo umano – l’imperdibile appuntamento con Pippo Delbono, un artista fuori dai canoni che ha creato negli anni un linguaggio teatrale di grande forza espressiva e visionaria, costruendo storie emozionanti per una delle più affascinanti avventure artistiche dei nostri tempi.

Alle 20.30 sul palcoscenico del Verdi di scena La Gioia, uno spettacolo dove Delbono fa i conti con il dolore. È proprio da qui che il regista riparte dopo l’improvvisa scomparsa di Bobò, ‘suo attore icona’, fedele compagno di scena a partire dal loro incontro avvenuto nel 1995 nel manicomio di Aversa: e la ‘sua’ Gioia diventa un canto di dolore per raccontare l’assenza del compagno perduto. Un’invisibile “voce da uccellino”, quella di Bobo, è comunque una presenza che riesce ancora a riempire tutto il palcoscenico.

In questo cammino verso la “gioia” è ancora affiancato dal suo straordinario gruppo di attori/performer. Fare uno spettacolo sulla gioia vuol dire cercare quella circostanza unica, vuol dire attraversare i sentimenti più estremi, angoscia, felicità, dolore, entusiasmo, per provare a scovare, infine, in un istante, l’esplodere di questa gioia. Ecco allora il circo, coi suoi clown e i suoi balli. Ecco pure il ricordo di uno sciamano che con la follia libera le anime. Ecco quindi malinconie di tango e grida soffocate in mezzo al pubblico. Ecco una pienezza di visioni, che si susseguono, si formano, si confondono e si perdono una via l’altra, decine di barchette di carta, sacchi di panni colorati a comporre, sembra, quel «mare nostro che non sei nel cielo» della laica preghiera di Erri De Luca, fino all’esplosione floreale, creata da Delbono assieme a Thierry Boutemy, il fleuriste normanno di stanza a Bruxelles e abituato a lavorare in lungo e in largo per il mondo. Gli attori di Delbono salgono così sul palcoscenico uno dopo l’altro e prendono, ognuno con il suo diverso sentire, il pubblico per mano e ne fanno un compagno di viaggio, parte di una comune ricerca inesauribile. Così, se ogni replica è la tappa di un viaggio, ogni frammento che compone lo spettacolo è un singolo passo. Il viaggio non si arresta mai, così come la girandola caleidoscopica di sentimenti e immagini. Ogni replica regala una sorpresa, a chi decide di mettersi in cammino e seguire il ritmo della compagnia e di questa ricerca infinita della gioia

Lo spettacolo è proposto in abbonamento nei percorsi Fidelity Platium, Nuove Scritture

Info e biglietti in biglietteria e on-line www.comunalegiuseppeverdi.it.

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