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Piste ciclabili a Genova. Non vanno fatte per finta

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alice

Dopo la tragedia del coronavirus tutte le città stanno predisponendo piste ciclabili e aumentando gli spazi pedonali. Anche Genova sta facendo la sua parte ma purtroppo in maniera tragicomica.

La giunta Bucci in realtà non ha la minima competenza, né idea politica, di come si gestisce la mobilità verde, la viabilità pedonale e ciclabile, o con i mezzi ecologici.
Lo si vede da come hanno “pensato“ alla pista ciclabile di C.so Italia a Genova, che non incoraggia le bici e i mezzi elettrici come i monopattini ad usare la corsia perché li mette addirittura in grave pericolo…

La corsia non è delimitata da cordoli che evitino che le auto transitino su questa corsia che dovrebbe essere preferenziale, anche perché sono stati lasciati i parcheggi lato mare, cosa che costringe gli autoveicoli ad attraversare immancabilmente la corsia ciclabile sia in entrata nel parcheggio che in uscita. E la linea bianca dedicata all’apertura delle portiere di chi posteggia viene usata dai runner.

Insomma, è chiaro che una pista ciclabile non può essere fatta di risulta, non basta tracciare due linee gialle per terra, senza una concezione né una vera volontà di incentivare l’utilizzo alternativo. Non c’è in questa realizzazione, la vera volontà di dare spazio a nuovi veicoli, è solo una striscia per terra senza alcun senso.
Per la pista ciclabile di Corso Italia, invece, con un po’ di sensibilità verde, si potrebbe chiudere tutta la corsia a mare destinandola alle bici, mentre le auto circolerebbero in doppio senso nella carreggiata a monte. Questo può essere permanente oppure fatto la domenica o in determinati periodi, così da garantire la circolazione delle bici in sicurezza.

La differenza è fare una cosa perché ci si crede o solo per far vedere che si è fatto qualcosa.

Se le nuove situazioni che stiamo vivendo ci portano a capire che non possiamo più giocare sulla nostra salute e dobbiamo portare più gente possibile a utilizzare mezzi alternativi all’automobile, alla mobilità dolce, questo deve portare a fare scelte nette, precise e serie. A veri impegni,
Quella fatta in Corso Italia è uno scherzo, pericoloso. E ora stanno preparando quella che da Caricamento deve arrivare a San Pier D’Arena. Ipotizzare a cosa abbiano inventato per quel tragitto mette i brividi.

Facciamo nuove piste ciclabili in sicurezza, potenziamo i servizi pubblici, facciamo nuove zone pedonali, ma sul serio. Prendiamo sul serio quello che è accaduto con la pandemia, ricordiamo tutte le persone che ci hanno lasciato per questo.

E portiamo avanti una nuova idea, reale e realizzabile per viabilità nuove e sostenibili.

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