Pomodoro, intesa con Conad su stop alle aste al doppio ribasso

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram
Condividi su email
Condividi su print
pomodoro

“Ci impegneremo affinchè venga aggiunto in Italia il divieto alle aste al doppio ribasso in occasione del recepimento della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio in materia di pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese della filiera agricola e alimentare da poco pubblicato in Gazzetta”. E’ quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini in occasione dell’incontro organizzato da Conad sulla filiera del pomodoro a Salerno nel ricordare la positiva decisione del gruppo della distribuzione a “non partecipare a queste aste capestro che strangolano gli agricoltori con prezzi al di sotto dei costi di produzione e favoriscono l’illegalità e lo sfruttamento”. Una posizione condivisa dall’amministratore delegato di Conad Francesco Pugliese che ha annunciato l’intenzione di lavorare assieme a Coldiretti proprio contro il sistema del doppio ribasso.

La Coldiretti – ha sottolineato Prandini – è impegnata per realizzare rapporti di filiera virtuosi con accordi che valorizzino i primati del Made in Italy e garantiscano la sostenibilità della produzione in Italia. Nel settore del pomodoro – ha continuato Prandini – un primo impegno è stato siglato con Princes con l’obiettivo di ridare competitività a un comparto strategico per l’agricoltura italiana, assicurando un futuro sostenibile e duraturo a tutta la filiera.

Il tutto – ha precisato Prandini – attraverso la definizione di un “Accordo di Filiera” triennale rivoluzionario che garantisce produzioni di qualità eccellenti, sostenibilità ambientale e sostenibilità sociale anche con il riconoscimento di un prezzo di acquisto “equo”, basato sugli effettivi costi sostenuti per rispettare il disciplinare di produzione.

Garantire le condizioni economiche per mantenere la coltivazione del pomodoro in Italia è nell’interesse di tutta la filiera per non alimentare il rischio concreto di favorire il circolo vizioso della delocalizzazione che prima colpisce degli acquisti dei prodotti agricoli e poi gli impianti industriali. Si tratta di una esperienza ripetibile – ha continuato Prandini – per far crescere un settore che vede l’Italia protagonista nel mondo ma che deve confrontarsi con giganti politici ed economici.

Oggi dei circa 38 milioni di tonnellate di pomodori destinati alla trasformazione all’anno nel mondo, ben 5,5 vengono prodotte e trasformate in Italia, con una destinazione all’export pari al 60%. Ed Italia, Stati Uniti e Cina rappresentano i tre produttori di pomodori da trasformazione con una quota aggregata sul commercio mondiale pari al 60% secondo la ricerca Aaster. Il settore della trasformazione del pomodoro impiega circa 30.000 addetti, dei quali 10.000 fissi e 20.000 stagionali ai quali si aggiungono circa 100mila lavoratori agricoli, per lo più stagionali, impegnati nella fase di coltivazione e raccolta.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram
Condividi su email
Condividi su print

Ti potrebbero interessare

LA LEGA HA BLOCCATO L’ABRUZZO PER NIENTE E LO BLOCCHERÀ

Il 12 e 13 ottobre saremo tutti assieme alla Mostra

“Sul diritto alle autonomie regionali occorre far valere la nostra

Numerosi i relatori e gli esperti in materia che –

BASSANO – Salvare danze di tutto il mondo a rischio

Milano:  Assobici ha tenuto, in partnership con il MISAP (Istituto

Chiudi il menu
ArabicEnglishFrenchGermanItalianRomanianSpanish
Questo sito si avvale di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, accetti l’uso dei cookie.