Ponte per Genova, a metà luglio il collaudo del nuovo viadotto

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ponte

GENOVA – Il collaudo statico della struttura del nuovo ponte di Genova è previsto nella seconda decade di luglio. L’intera opera infatti sta per essere terminata con il varo dell’ultima sezione della rampa che collega il ponte con l’A7, l’ultimo tratto che di fatto mancava per ricongiungere l’opera alla rete autostradale. Il collaudo è stato affidato ad Anas.

Nel cantiere della ricostruzione si lavora praticamente senza sosta. Un mese fa il varo dell’ultimo impalcato alla presenza del premier Conte, poi i lavori per costruire la rampa che servirà a collegare la A7 con anche questo ulteriore passo arrivato al termine. In quota vanno avanti i lavori utili a terminare tutta la parte riguardante l’asfaltatura e le altre opere utili a rendere percorribile il ponte. A questo punto se la seconda decade di luglio per il collaudo sarà confermata il nuovo ponte potrebbe essere inaugurato qualche giorno dopo. Comunque a meno di due anni dalla tragedia che causò 43 vittime.

LE TAPPE DELLA RICOSTRUZIONE – La dichiarazione di agibilità e il via libera agli interventi è datata 22 marzo 2019. I lavori di ricostruzione veri e proprio sono iniziati ufficialmente il 15 aprile 2019, quando ancora si procedeva alla demolizione del Morandi, è stato posto il primo palo di fondazione. Il 25 giugno, alla presenza dell’allora ministro Toninelli, si è svolta la cerimonia per la prima gettata di cemento per la fondazione della pila 9. Tre giorni dopo la parte più simbolica della demolizione con l’esplosione delle pile 10 e 11 del Morandi.

Il primo luglio è avvenuto il primo trasporto eccezionale per far arrivare i primi conci del nuovo ponte nell’area di cantiere. Tre mesi dopo è stato il momento di portare in quota la prima campata. Il primo ottobre le maxi gru arrivate appositamente dall’Olanda hanno portato in quota l’impalcato tra le pile 5 e 6: una cerimonia alla quale ha assistito anche il premier Giuseppe Conte arrivato apposta in città per l’occasione. Via via una dopo l’altra sono stati varati i diversi impalcati, nel frattempo si è concluso il lavoro di demolizione, a quel punto nel cantiere i lavori hanno subito un’accelerata. Un incendio la notte tra il 30 e 31 dicembre ha interessato la cima della pila 13.Ma il cantiere che ‘non si ferma mai’ va avanti spedito. Il 18 febbraio è stato il giorno della gettata di cemento sull’ultima pila, la numero 12 mentre il 13 marzo è avvenuto l’ultimo trasporto eccezionale al cantiere di Ponente. Il nuovo ponte lungo 1067 metri e composto da 18 pile e 19 campate giorno dopo giorno prendeva forma in Val Polcevera. Tra il 12 e il 13 febbraio la prima maxi campata dal 100 metri è stata sollevata e portata in quota grazie agli strand jack tra le pile 8 e 9, in serie sono stati varati anche gli altri due impalcati da 100 metri, tra il 9 e 10 marzo è stata la volta della campata sopra il torrente Polcevera, infine tra il 21 e 22 marzo è stata portata in quota la campata tra le pile 10 e 11, quella sopra la ferrovia.

I lavori nel maxi cantiere della ricostruzione vanno avanti nonostante l’emergenza Coronavirus. Il 27 marzo viene trovato positivo al Coronavirus un operaio, con lui finiscono in isolamento altre 49 persone. Ma ancora una volta i lavori non si fermano: viene perfezionato il piano di sicurezza. Complessivamente il consorzio PerGenova ha portato in cantiere circa 600 persone, fino a mille nei periodi di picco per oltre 60 mila ore lavorate. Sono stati 50 i trasporti eccezionali, 17.500 le tonnellate di acciaio lavorate. Il 28 aprile infine il varo dell’ultimo impalcato alla presenza del premier Conte. Poi l’accelerata sui lavori in quota e la realizzazione della rampa con la A7, di fatto l’ultima parte strutturale che mancava: la prima campata è stata varata il 19 maggio, poi via via a stretto giro anche le altre, il 21 maggio la seconda, il 27 maggio la terza, il 29 maggio l’ultima parte.

COLLAUDO AFFIDATO AD ANAS – Il collaudo statico, si legge in una nota di Anas, “sarà eseguito dall’ing. Achille Devitofranceschi, che nello svolgimento delle sue funzioni è supportato da un team di 20 ingegneri Anas e, con particolare riferimento all’impalcato metallico, dall’Organismo di Ispezione Anas accreditato”. Il collaudo statico prevede il controllo della qualità dei materiali utilizzati, ne certifica l’idoneità e soprattutto ne verifica la corrispondenza con quanto previsto dal progetto esecutivo. Il Collaudo tecnico amministrativo, invece, ha lo scopo di accertare l’adempimento dei patti contrattuali e l’esame interdisciplinare dei lavori da eseguire. La Commissione di Collaudo Tecnico-Amministrativo, sottolinea Anas “è costituita da 3 tecnici Anas, l’ing. Nicola Prisco (presidente), l’ing. Alessandro Medici e l’ing. Andrea Simonini e si avvale del supporto di altri 5 tecnici Anas per lo svolgimento delle proprie funzioni.

I NUMERI DEL NUOVO PONTE – Il nuovo ponte è stato progettato e donato alla città dall’architetto Renzo Piano e misura 1067 metri. E’ costruito con una struttura mista acciaio-calcestruzzo con 18 pile in cemento armato e 19 campate: quattordici da 50 metri, tre da 100 metri, una da 40,9 metri e una da 26,27 metri. Per la sua realizzazione è stato necessario scavare un volume pari 80.000 metri cubi, 9.000 invece le tonnellate dell’armatura d’acciaio della struttura, 17.000 tonnellate di acciaio per quanto riguarda la carpenteria metallica. Per ora il nuovo ponte non ha ancora un nome. Il commissario alla ricostruzione Marco Bucci durante la fase di realizzazione ha indicato il nome temporaneo di ‘ponte per Genova’. Ma una scelta verrà fatta. Nel parco urbano che sorgerà sotto le campate ci sarà spazio per un memoriale per ricordare la tragedia del 14 agosto 2018. I parenti delle 43 vittime chiedono però rispetto e che il giorno dell’inaugurazione del nuovo ponte non si faccia festa.

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