PROGETTO STRAGE DAINI IN PARCO NAZIONALE DEL CIRCEO

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram
Condividi su email
Condividi su print
daino

LAV A MINISTRO COSTA ED ENTE DI GESTIONE: “SOSPENDETE UCCISIONI E VENDITA DELLE LORO CARNI, CI SONO ALTERNATIVE INCRUENTE”

“Il Parco Nazionale del Circeo sospenda subito la parte del suo piano che prevede l’uccisione di centinaia di daini e convochi tutti coloro che possono proporre soluzioni alternative al massacro di animali selvatici colpevoli solo di essere stati trasferiti a forza negli anni ’50 in quelle zone per essere riprodotti nell’interesse dei cacciatori!”

Con queste parole la LAV chiede al Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, al direttore del Parco, Paolo Cassola e al Presidente dell’Ente, Antonio Ricciardi, di bloccare i fucili e la vendita delle carni, per lasciare spazio In un tavolo di confronto a soluzioni alternative incruente che rispettino la vita dei daini, trasformando cos’ una delle più storiche e importanti aree protette italiane in un luogo dove le esigenze di conservazione degli habitat vadano di pari passo con il rispetto della vita degli animali selvatici, attivando – fra le altre – azioni di sterilizzazione e trasferimento di parte degli animali in zone non problematiche.

Non è infatti accettabile secondo la LAV, peraltro anche in nome di incidenti stradali inferiori alla media nazionale, far ricadere sui daini le responsabilità di una dissennata gestione operata dagli uomini per gli esclusivi interessi del mondo venatorio. Gli animali infatti non sono originari del territorio del Parco, ma vi sono stati introdotti dal Corpo Forestale nel 1953 con l’intento di farli riprodurre come in un allevamento, per poi traslocarli in altri territori anche a fini venatori. Poi il progetto è sfuggito al controllo, abbandonato, e gli animali sono usciti dai recinti di confinamento trovando nelle zone di protezione – loro, specie purtroppo cacciabile nel resto del territorio nazionale – una zona estremamente ospitale con risorse a disposizione e senza alcun predatore competitore, condizioni che hanno favorito la loro riproduzione.

“Uccidere ora quegli animali innocenti rappresenta quindi un ingiustificabile atto di inaudita violenza e una contraddizione in termini per un’area di protezione – prosegue la LAV – alle quali si può e si deve trovare un’alternativa”. E’ lo stesso piano di gestione dei daini redatto dal Parco – diffuso stranamente in prima battuta da chi ha tollerato un bracconaggio tra i più efferati nelle isole Pontine – che prevede, in via prioritaria e fin dal 2016, anno della sua redazione, il coinvolgimento di tutte le parti, associazioni animaliste comprese: non c’è quindi alcun motivo di dare il via a catture e abbattimenti violando lo stesso piano che il Parco del Circeo ha approvato con il precedente Consiglio direttivo dell’Ente di gestione. Il Ministro Costa dia un segnale di effettivo cambiamento anche in questo settore così importante”.

 

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram
Condividi su email
Condividi su print

Ti potrebbero interessare

Una storia terribile, l’ennesima di un’Italia che non ce la

Ridefinire l’accoglienza negli spazi aperti a tutela del territorio rurale

Nasce in Progetto Manifattura a Rovereto un mini hub dell’economia

Una storica inversione di tendenza in un settore vitale per

# FNSI : oggi incontro a Roma per chiedere l’approvazione

Il sistema agro­alimentare, inteso complessivamente come agricoltura, silvicoltura e pesca

Chiudi il menu
ArabicEnglishFrenchGermanItalianRomanianSpanish
Questo sito si avvale di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, accetti l’uso dei cookie.