Provenzano è ancora il Ministro per il SUD?

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Da quanto leggo oggi negli organi di stampa, pare di no. Ritengo assolutamente inaccettabili, e non condivisibili, le dichiarazioni del Ministro Provenzano sulla riprogrammazione dei fondi comunitari nei confronti delle regioni del mezzogiorno. In particolar modo della Sicilia. Un’idea del genere è da ministro per il Nord, altro che per il Sud.

La proposta di scippare (si, scippare!) alla Sicilia i fondi europei non spesi, facendo una ricognizione delle risorse sui POR (ma sopratutto PON che operano prevalentemente al Sud), e che potrebbe costare cara al Sud, è una proposta irricevibile che va rispedita al mittente. Senza se e senza ma.

Ho scritto una nota al ministro Provenzano per fargli meglio comprendere la situazione della Sicilia nella gestione dei fondi comunitari. La Sicilia (così come tutto il Mezzogiorno) ha l’estremo bisogno di investimenti pubblici.

La Commissione Europea ha concesso all’Italia di rimodulare con procedure straordinarie la spesa dei fondi europei e di utilizzare queste ingenti somme nei confronti di imprese, lavoro, comuni e salute. Settori cruciali per la nostra Terra. In pratica riusciamo ad ottenere il via per spendere le risorse stanziata da qui al 2023 per l’emergenza sanitaria e per le imprese siciliane e la Regione ci rinuncia? Anche questo sarebbe inaccettabile.

Esempio su tutti l’OT1 (Ricerca e Sviluppo) può destinare, in deroga, le proprie somme ad investimenti nella sanità. Ma si può continuare con l’OT9, inclusione sociale, e con l’OT3, competitività piccole e medie imprese.

Diamo soldi per investimenti ai comuni per far ripartire l’economia locale, aiutiamo le aziende a rilanciarsi. Non togliamo risorse alla Sicilia con la promessa di ridarle nella prossima programmazione. Non siamo nelle condizioni di poter attendere.

La Commissione Europea nelle sue ultime note è chiarissima! Si possono già riprogrammare le risorse, assegnate e non spese, reindirizzandole verso gli investimenti di ciò che è necessario al sistema sanitario e a quello della piccola imprenditoria per fronteggiare l’emergenza coronavirus. Questa riprogrammazione la può fare l’amministrazione titolare del piano, e nel nostro caso è la Regione, re-impiegando le risorse nel territorio regionale e quindi non snaturando la natura stessa dei POR.

La Regione si attivi a riprogrammare e spendere il prima possibile. Domani è già tardi!

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