Reddito di cittadinanza, inizia la fase 2: trovare il lavoro

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Dopo l’assunzione dei navigator, inizia la seconda fase del reddito di cittadinanza: dal 2 settembre, i percettori del sussidio, verranno convocati al centro per l’impiego per la ricerca del lavoro.

Si tratta della fase più importante e allo stesso tempo delicata, quella che dovrebbe concludersi con il collocamento del disoccupato. Chi percepisce il reddito di cittadinanza verrà convocato al centro per l’impiego di competenza territoriale, per firmare il Patto per il Lavoro e verrà avviato al percorso di reinserimento occupazionale.

Il disoccupato, nell’arco del periodo in cui percepisce il sussidio, riceverà tre proposte di lavoro. Potrà rifiutare le prime due, ma non la terza, pena la perdita del diritto. La misura serve a garantire che la reintroduzione degli inoccupati nella forza lavoro, evitando di creare un ceto di persone che ricevono il reddito, senza però intenzione di svolgere un’occupazione.

Il Patto di Lavoro serve a identificare le competenze del richiedente il sussidio, per poter proporre tre offerte di lavoro congrue, la cui coerenza sarà valutata in base a tre principi: coerenza tra competenze e offerta, distanza dalla residenza e durata dello stato di disoccupazione. Entro i 100 km dalla residenza la prima offerta, entro i 250 km la seconda offerta, su tutto il territorio italiano la terza e ultima offerta.

Non dovrà recarsi al centro per l’impiego solo il titolare della carta, ma a tutti i componenti del nucleo familiare che hanno raggiunto la maggiore età e che non frequentano un regolare percorso di studi. Sono esclusi i beneficiari delle pensioni di cittadinanza, gli over 65, gli invalidi e i componenti della famiglia con obbligo di cura per bambini con età inferiore ai tre anni o non autosufficienti.

Rimangono esclusi dal reddito di cittadinanza gli immigrati. Ameno finché non arriverà il decreto che stabilisce la documentazione richiesta per ricevere il sussidio, l’Inps ha sospeso l’accettazione delle domande.

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