#RIFIUTI #ROMA: REGIONE LAZIO NON PERVENUTA

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Rispetto alla situazione rifiuti a Roma non si può più tacere ed occorre che i cittadini sappiano come stanno veramente le cose. Occorre che i romani sappiano quanto l’amministrazione capitolina ha fatto e sta facendo per rendere il servizio raccolta rifiuti di Roma Capitale un servizio negli standard di civiltà e vivibilità di tutti i quartieri di Roma e Occorre che sappiano anche quante e quali siano le problematiche che bloccano ogni sviluppo, ogni progetto e programmazione che compete a Roma.

La chiusura di Malagrotta senza la previsione e l’indicazione di un’alternativa, l’incendio e la messa fuori uso di uno dei due tmb di Ama (quello del Salario), la chiusura parziale per manutenzione dei due tmb di Colari – di proprietà dello stesso Cerroni che a mezzo stampa annuncia di voler essere convocato per indicare “la retta via” – la cui ripresa a pieno regime è prevista dopo l’estate, il fermo alternato delle tre linee del termovalorizzatore di San Vittore con conseguente riduzione del 30% dei conferimenti, sono solo alcune delle cause alle genesi della situazione critica che sta vivendo la Capitale e che metterebbero in ginocchio qualsiasi città.

Sei isole ecologiche, due impianti di compostaggio In iter di approvazione, potenziamento del sistema di raccolta degli imballaggi e dei rifiuti prodotti dalle utenze commerciali (di cui incredibilmente a Roma NON esisteva mappatura, ma grazie al censimento dell’Amministrazione sono venute a galla ben 80.000 utenze fantasma), estensione della raccolta differenziata porta a porta nei municipi più popolosi, lavoro a pieno regime del tmb di Rocca Cencia, turni straordinari di Ama con raccolta e attività di sanificazione a ciclo continuo di cassonetti e piazzole di conferimento con oltre 1500 interventi al giorno, servizio notturno di raccolta che da inizio mese ad oggi ha consentito la bonifica di oltre 350 tonnellate di materiali ingombranti abbandonati abusivamente su strada, il nuovo contratto di servizio di Ama con il rafforzamento delle sanzioni e della partecipazione delle associazioni dei consumatori ai monitoraggi, sono un esempio di quello che sta facendo il Comune di Roma non solo per il superamento delle criticità , ma per continuare, tra tutte le difficoltà di cui sopra, un cammino verso la normalizzazione.

Sulle competenze, diciamolo una volta per tutte: i comuni concorrono alla gestione dei rifiuti con l’affidamento del servizio e fanno regolamenti secondari in applicazione delle norme scritte dalle amministrazioni sovraordinate, nulla più! Quindi Roma Capitale sta facendo ben oltre il dovuto e le proprie competenze per garantire il servizio.
E la Regione Lazio? Dove si incastra l’azione e la competenza della Regione in tutto quanto accade a Roma? La Regione Lazio è Non pervenuta!
Alla luce degli incendi, dei guasti, e delle manutenzioni provvidenziali in piena estate degli impianti che trattano i rifiuti della capitale, dov’è l’azione della Regione per sbloccare e anzi favorire il conferimento fuori regione come previsto dall’art. 191 del codice dell’ambiente in situazioni come queste, come accadde nel 2017 per Viterbo?

Questo è il momento di intervenire concretamente con un’azione risolutiva che dipende solo dalla volontà politica di chi governa la Regione Lazio.
Sta al Presidente #Zingaretti scegliere se tergiversare per poter dire che è “tutta colpa della Raggi” o fare oggettivamente quello che è di sua competenza, ovvero un’ordinanza come accaduto in altre realtà del Paese dove le regioni (tra cui molte a guida PD) intervengono nell’interesse pubblico, senza fare campagna elettorale su un’esigenza della collettività.

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