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Robert Gallo, lo scopritore dell’Aids: «Non è detto che il coronavirus contagerà il Sud Italia»

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aids

Negli Anni ’80 è stato tra gli scopritori del virus dell’Aids e del primo test per diagnosticare l’Hiv. Attualmente è il direttore dell’Institute of Human Virology presso la University of Maryland, negli Usa. Nel campo della scienza medica Robert Gallo, classe 1937, è un’autorità mondiale. Per questo le sue parole vanno ascoltate con grande attenzione. «L’epidemia in corso in Italia non è esattamente come quella che si è verificata in Cina», ha esordito Gallo rispondendo all’Adnkronos salute. «E non credo sia scontato – ha aggiunto – che il nuovo coronavirus si diffonderà in maniera sostenuta anche al Sud». Una “quasi certezza” che il virologo ricava guardando l’espansione del virus sul mappamondo.
Gallo: «Il coronavirus si sposta da Est a Ovest»

«Stiamo notando – spiega – una diffusione da Est a Ovest e viceversa, piuttosto che da Nord a Sud». Non riguarda solo il nostro Mezzogiorno. «Se guardiamo appunto il globo – prosegue Gallo -, vediamo che il virus, ad esempio, non si è diffuso in Russia, come nemmeno in Africa. Non sappiamo ancora perché, forse è un fattore legato alle temperature, forse no. Ma è un elemento – prosegue – che ha senso tenere in considerazione». L’analisi della latitudine geografica della diffusione del coronavirus non autorizza tuttavia alcuna certezza. Gallo definisce infatti «estremamente seria» l’estensione del Covid-19 in Italia, assicurando che «tutti qui negli Usa la stanno seguendo con apprensione».
«Giuste le misure adottate»

Quanto alle misure adottate in queste ultime ore, il virologo non le ascrive ad «reazione eccessiva». Quello che succederà nei prossimi giorni in Italia dipenderà dalla risposta delle persone. Ma, assicura, «sono state prese le giuste decisioni». Il professore non azzarda previsioni, pur ribadendo il concetto, suo e di molti altri virologi, scaturito dall’osservazione della direzione di marcia del coronavirus. «Si sta spostando all’interno di latitudini massime toccando – ha concluso Gallo – Paesi più o meno “paralleli” come Cina, Corea, Iran, Giappone (dove non si è diffuso al Sud) e Italia».

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