Rostan: “Io sto con Renzi. I rosso-gialli sono giustizialisti”

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Onorevole Michela Rostan perché da Leu passa a Italia Viva? È un doppio salto carpiato.
«La mia scelta è dettata da solo un motivo: il partito di Matteo Renzi è l’unico contenitore riformista nel panorama politico italiano. Lo abbiamo visto in queste ultime settimane».

Si riferisce alla battaglia sulla prescrizione?
«Sì, abbiamo dimostrato al Paese chi è giustizialista e chi è garantista. E, con la mia storia, non potevo stare dalla parte di chi usa la giustizia come una clava e nemmeno con chi condanna a processi eterni gli italiani».

Ma lo scopre solo ora: allora perché si candidò con Leu?
«Il progetto di Leu non ha futuro, non esiste più».

E il Pd?
«Purtroppo il partito democratico sui terni a me cari, come appunto quello della giustizia, ha abdicato in favore del Movimento Cinque Stelle. E questo è intollerabile. Sulla prescrizione, addirittura, ha rinunciato anche a seguire la riforma Orlando. Non è il colmo?».

Ma cosa le ha promesso Renzi?
«Nulla. La mia non è una scelta di comodo. Anzi».

I sondaggi danno Italia Viva intorno al 4%.
«Appunto. La mia sfida sarà proprio questa: crescere in un partito che ha una visione moderna del Paese. Dall’Economia ai diritti, passando per tutti gli altri temi».

Com’è nato il rapporto con Iv?
«Nelle settimane scorse ho avuto modo di incontrare Renzi e mi ha illustrato il progetto di Italia Viva. Tutto molto semplice, nessun retroscena».

Sarà l’unica a passare con Iv? L’ex premier sostiene che ci saranno nuovi arrivi.
«Questo deve chiederlo a lui, Non mi sento di rispondere a queste domande. So di certo che ho scelto di aderire a un partito che ha davanti a sé un grande futuro. Però posso dire una cosa?».

Prego.
«Mi auguro tanto che, superato questo scoglio sulla giustizia, il governo e la maggioranza inizino a parlare di economia. Di come cioè migliorare la vita degli italiani: dai lavori dipendenti alle imprese, passando per le partite Iva, i pensionati, i giovani…».

Il premier Conte vuole sostituirvi con i responsabili?
«Non credo a questi retroscena. Ma di sicuro, credo e voglio pensare che non ci sarà un Conte Ter».

Dunque un altro premier semmai sì?
«Diciamo che il parlamento è sovrano».

È ipotizzabile un cambio di maggioranza per proseguire la legislatura?
«Questo non spetta a me dirlo. Di sicuro mai dire mai».

Si vede al governo il centrodestra?
«Sta correndo. Rimaniamo ai fatti. lv vuole stare con questa maggioranza purché ci sia la possibilità di portare avanti i nostri temi e soprattutto fino a quando qualcuno non proverà a cacciarci».

Ma lei parla già come una super renziana.
«Ci sono valori che non sono negoziabili».

Quali sono stati gli episodi che l’hanno spinta allo strappo?
«Troppi bocconi amari».

Esempi?
«Ho perso la mia battaglia per il rinnovo dei farmaci che combattono l’epatite C nel Fondo per gli innovativi, alla fine ha vinto l’Aifa».

Poi?
«La seconda sconfitta, con le medesime modalità, è arrivata sulla legge per il contrasto alle violenze su medici e personale sanitario in servizio. Sono impegnata fin dall’inizio della legislatura per il riconoscimento a queste figure dello status di Pubblico Ufficiale».

E quindi cosa è successo?
«La mia proposta di legge in merito fu sottoscritta anche da Roberto Speranza. In commissione, quando l’ho tradotta in emendamento, dal Governo è arrivato parere contrario. E la maggioranza ha votato contro».

Emozionata per la nuova avventura?
«Sono consapevole».

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