RUBEI, PIONIERE NEL DESERTO

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Ieri è stata scoperta una targa in ricordo di Giampiero Rubei, alla Casa del Jazz.
Ero a Taranto in visita istituzionale, non sono riuscito a presenziare come avrei desiderato, ma vorrei ricordare che la grandezza di Giampiero è racchiusa nel suo pionierismo.
Facile oggi mettere in pista un progetto musicale e culturale simile al suo, e nonostante le condizioni ambientali siano decisamente migliori rispetto agli anni ‘70, molti non riuscirebbero lo stesso. Giampiero Rubei era figlio di Via degli Scipioni, seguì passo passo la traiettoria della cosiddetta metapolitica ma, a differenza di molti dirigenti e militanti rautiani, la concretizzò. Il circuito del Jazz trovò in lui, dall’Alexander Platz a Villa Celimontana, il centro di gravità permanente e così accadde esattamente quello che il parallelismo a destra si era prefissato di concretizzare: intercettare nuovi ambienti e far passare in modo più morbido i nostri valori.
Questa tradizione non può morire, perché la cultura precede e succede alla politica, perché la politica senza cultura è come la grammatica senza poesia.
Ciao Giampiero, confesso che spesso eri talmente compulsivo che non capivo fino in fondo cosa avessi in testa, ma bastava sintonizzarsi con il tuo entusiasmo per essere contagiati e avere tutto chiaro.
Roma oggi ti celebra e ti ringrazia, noi oggi ti ammiriamo e ti abbracciamo. Sarai orgoglioso della tua luminosa scia…

Il mio abbraccio a Stefano Tozzi, Andrea De Priamo e a Eugenio Rubei

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