Sanità. Paruolo (Pd): chiarire terapia farmacologia in cambio sesso

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Giuseppe Paruolo

Il consigliere chiede chiarimenti sulla delibera e richiama l’attenzione sulla somministrazione dei farmaci nel periodo di transizione

La delibera approvata dalla Giunta regionale lo scorso 28 settembre sull’uso off-label di farmaci nella terapia farmacologica nel cambio di sesso è oggetto di una interrogazione del consigliere del Partito democratico Giuseppe Paruolo.

Il consigliere riporta come nel verbale della Commissione regionale del farmaco, richiamata anche dalla delibera di Giunta, “si evinca con chiarezza che l’uso off-label (cioè l’impiego di farmaci somministrati al di fuori delle condizioni autorizzate dagli enti predisposti per la patologia) sia relativo al periodo di transizione, cioè prima dell’intervento chirurgico. Dunque – aggiunge l’esponente dem – non si menziona la possibilità di una assunzione continuativa di farmaci a supporto di un cambio anagrafico di sesso senza intervento chirurgico”.

L’esponente dem chiede dunque spiegazioni sulle motivazioni per cui nella delibera di Giunta l’uso off-label dei farmaci in questione venga riconosciuto nel “periodo di transizione e in coloro che decidono di non ricorrere a intervento chirurgico e realizzano unicamente il cambio anagrafico del sesso” e come questo possa essere compatibile con la legge 164 del 1982 ‘Norme in materia di rettificazione di attribuzione di sesso’ (richiamata come riferimento anche nella LR 15/2019) che prevede un percorso per il cambio di sesso che, al termine di un periodo di transizione, comporta l’intervento chirurgico per poter poi accedere al cambiamento anagrafico.

“Non esistono – ricorda Paruolo – ancora oggi leggi che prevedano la possibilità di cambiare sesso al di fuori di questo percorso e, anche considerando che ci sono stati casi specifici in cui un giudice ha consentito il cambio anagrafico anche senza intervento chirurgico, non ci sono stati cambiamenti legislativi che prevedano la possibilità di cambiare sesso anagrafico intervenendo solo (con i farmaci) sui caratteri sessuali secondari, lasciando intatti i caratteri sessuali primari”. Pertanto il consigliere ritiene che sarebbe più opportuno attendere una legge nazionale prima di ampliare la casistica contemplata nel verbale della Commissione regionale del farmaco.

Infine, il consigliere apprezza il fatto che l’assessore regionale Donini sia “già intervenuto specificando che la terapia ormonale gratuita per chi vuole cambiare sesso non riguarda i minori di età” e chiede che tale orientamento venga ufficializzato in delibera.

(Margherita Giacchi)

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