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SE L’ANTITUMORALE AUMENTA DEL 1540 PER CENTO

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mario giordano

di Mario GIORDANO

Di casi in cui le aziende farmaceutiche speculano sul prezzo dei farmaci ce ne sono tante. Troppo spesso gli interessi dei bilanci passano davanti agli interessi dei malati. Il tutto avvolto nel silenzio perchè parlarne fa paura, distrurba i colossi. E’ pericoloso. Qualcuno ha mai sentito parlare del Cosmos?

Sono farmaci contro il tumore del sangue. Prima li produceva la GlaxoSmithKline, poi il brevetto fu acquistato da una società sudafricana, la Aspen. E sapete che ha fatto non appena li ha comprati? Ha aumentato il prezzi di botto fino al 1540% senza cambiare la formula e senza aver investito al fine di aumentare il loro effetto terapeutico. Motivo? Per il semplice marketing. Operazioni aggressive di marketing. Niente di più. Così nel giro di poche ore una scatola di questi farmaci (compresse Alkeran? è passata da 5,8 a 95,1 euro a confezione. Giusto per fare un esempio. Allora mi domando: come si può pensare ad un rincaro del genere? Tenete presente che l’azienda prima degli aumenti dei farmaci non ci perdeva nemmeno perchè aveva margini di guadagno che variavano da un minimo di 20 fino ad arrivare all’80%. Ma allora perchè alzare i prezzi? E’ possibile che non esiste un freno? Putroppo no. L’aumento dei prezzi si concentra proprio sui farmaci contro i tumori. Secondo un rapporto dell’Accademia delle Scienze Usa intitolato, non a caso, “Rendere i farmaci accessibili: un imperativo nazionale”, negli Stati Uniti il prezzo medio dei farmaci contro il cancro è aumentato del 500%  nel giro di quindici anni.  In Italia in cinque anni dice il farmacologico Silvio Garattini, i costi dei farmaci antitumorali sono quasi raddoppiati. I tanti difensori dell’industria farmaceutica diranno che l’aumento è stato sottoposto all’autorità dell’AIFA e di conseguenza approvato. Certo è vero. Ma provate ad immaginare la situazione. Io produco un farmaco contro i tumori, ne parlo ai giornali, faccio circolare la notizia fra medici ed associazioni di malati alimentando speranze ed aspettative proponendo poi il prezzo che voglio all’agenzia. Quelli che fanno? A volte è vero in passato i dirigenti AIFA sono stati complici del business delle medicine. Ma nella maggior parte dei casi sono semplicemente incapaci di restistere. Costretti a chinare il capo. E’ evidente no? Ci sono malati che chiedono ed aspettano i farmaci e ci sono aziende che impongono i prezzi e il margine di trattativa per l’ente pubblico che sta nel mezzo è praticamente scarso a meno che non intervenga qualcuno com’è successo come nella vicenda del Cosmos. L’aumento del 1540% era così spropositata che ha attirato l’attenzione dell’Autorità garante della concorrenza del mercato (Agcm) la quale è intervenuta aprendo un’indagine nel settembre 2016 multando l’Aspem per  5milioni di euro per aver “fissato prezzi iniqui”. Nell’aprile del 2018 la stessa Aspem ha fatto retromarcia siglando in altro accordo con Aifa fissando nuovi prezzi e restituendo il denaro incassato in più nel periodo che va dal settembre 2016 all’aprile 2018 evitando la sanzione.

dal libro “SCIACALLI”

 

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