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Turismo, l’appello di Papa Francesco non ha “svegliato” il Governo

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Pochi giorni fa, all’Angelus, in occasione della Giornata Mondiale del Turismo Papa Francesco ha lanciato un grido d’allarme per il settore del turismo, riconoscendo che è un “settore così importante” e il più duramente colpito dalla pandemia, auspicando un intervento in particolare “alle piccole imprese famigliari e ai giovani” che operano in questo settore economico.

Un appello importante, che tutti hanno ascoltato, tranne chi questi problemi deve risolverli! Sono infatti sconcertanti le parole del Ministro Franceschini che auspica che le parole del Pontefice ‘facciano capire ai decisori politici che il turismo è il settore più colpito’; come se fosse un semplice spettatore e non il Ministro competente. Ricordo che dei 4 miliardi destinati al turismo 2,4 miliardi sono stati stanziati sul bonus vacanze, un provvedimento complicato, pensato male, che non ha funzionato: lo dimostra il residuo ancora disponibile rispetto allo stanziamento monstre.

Basta slogan e politici che parlano come se stessero al bar della stazione. Prima di promettere strategie future finanziate col Recovery Fund iniziamo da subito a ricollocare le risorse stanziate, ora inutilizzate e immobilizzate (circa 1,8 miliardi) nelle casse dello Stato. Stiamo parlando di un settore che ha perso 67 miliardi di entrate e oltre 165 milioni di presenze nel 2020. Se non si agisce subito metà delle aziende falliranno prima che arrivino i fondi dall’Europa.

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