Un “momento unico” nell’arte: la Collezione Thannhauser al Palazzo Reale di Milano fino al 1 marzo 2020

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6. Gauguin Haere Mai

MILANO – Se oggi possiamo ammirare questa bellissima collezione lo dobbiamo all’intraprendenza ed alla passione per l’arte di una famiglia tanto ricca quanto sfortunata che ci pare doveroso, rievocandola con la mente nella memoria, qui ricordare e ringraziare. Heinrich Thannhauser era infatti un agiato mercante ebreo collezionista di opere che dovevano essere caratterizzate principalmente dal rinnovamento e dalla sperimentazione. Nel 1905 apre la prima galleria a Monaco di Baviera; dal 1908 il figlio Justin lo affianca nel lavoro; successivamente ne apre altre a Berlino e fuori dalla Germania.
Nella I guerra mondiale Justin è ferito e decorato con la Croce di Guerra; sposa Khate da cui avrà due figli: Heinz e Michel. Nel 1935 Heinrich muore e nel 1937 Justin si trasferisce a Parigi per sfuggire all’odio razziale di Hitler, poi in Svizzera (1940) quindi a Lisbona e infine a New York. Nel 1944 il figlio Heinz muore in guerra, nel 1952 l’altro figlio, Michel, si suicida e nel 1960 muore Khate. “…la mia famiglia è estinta…donandola al Guggenheim, l’opera di tutta la mia vita trova infine il suo significato” dirà.
Si risposa nel 1962 con Hilde e, nel 1963, dona quasi tutta la collezione di famiglia (75 opere d’arte, tra cui 30 Picasso, di cui era amico personale). Nel 1965 il Guggenheim dedica una sala alla Collezione Thannhauser che si arricchirà, poi, di altre 10 opere donate nel 1984 da Hilde, la seconda moglie, dopo la morte di Justin (1976, Svizzera), ma che entreranno nella collezione solo dopo la morte di lei avvenuta nel 1991.
Ebbene, di questa preziosa raccolta (circa 85 opere) al Palazzo Reale di Milano – dal 17 ottobre 2019 al 1 marzo 2020 – ne sono esposte una cinquantina, bene organizzate cronologicamente. Questi lavori provengono – per la prima volta fuori dagli Stati Uniti – da una prima mostra aperta al Guggenheim di Bilbao e da una seconda all’hotel de Caumont di Aix-en-Provence; le opere, create tra gli altri da Renoir (2), Rousseau (2), Van Gogh (3), Cézanne (6), Degas (3), Gauguin, Manet, Monet, Braque (4) e Picasso (presente con ben 13 creazioni), abbracciano Impressionismo, post-Impressionismo, Fauve, Cubismo, arrivando fino alle avanguardie.
Promossa e prodotta da Comune di Milano Cultura, Palazzo Reale, MondoMostre Skira e organizzata in collaborazione con The Solomon R. Guggenheim Foundation, New York, la mostra è curata da Megan Fontanella, curatrice di arte moderna al Guggenheim.
Le scelte operate pare siano state molto gradite dal pubblico, visto il numero dei visitatori, che a fine gennaio erano oltre 135mila e che si prevede possano arrivare a 180mila al 1° marzo.
È la prima volta, quindi, che i più importanti capolavori della collezione Thannhauser del Guggenheim arrivano in Europa, e Milano rappresenta la tappa conclusiva della mostra, dopo la quale queste splendide opere ritorneranno a New York. Ecco perché consigliamo di visitarla. Si tratta di un momento unico e irripetibile per ammirare lavori di eccezionale qualità di grandi maestri della pittura europea.
La Collezione Thannhauser rappresenta certamente un acquisito gioiello per il Museo Guggenheim che, votato soprattutto all’arte astratta, all’inizio degli anni Sessanta contava solo su un piccolo numero di opere impressioniste e post-impressioniste, ed ora include pure opere del Futurismo Italiano. Essa comprende infatti, di massima, opere di arte europea dal 1871 (Renoir) al 1965 (Picasso).
Visitammo alla fine degli anni ’80 e nel 2004 il Guggenheim ed ammirammo anche la bellezza di questi quadri, ma il lungo tempo e le mille quotidianità del vivere cancellarono poi quasi del tutto la loro memoria ed è per questo che siamo ritornati volentieri alla loro riscoperta.
Sarebbe superfluo parlare delle caratteristiche, troppo note, dei singoli artisti… Tra i tanti bei capolavori vogliamo qui però sottolinearne qualcuno, di stretto giudizio personale, per la tecnica, per l’originalità del soggetto o dell’esecuzione ed interpretazione, per l’uso “esagerato” o “fuori standard” del pennello e del colore, a volte impreciso (Donna col vestito a righe), ma soprattutto perché si tratta di opere che a nostro avviso si discostano un po’ da quelle più conosciute, ripetutamente viste nelle analoghe mostre di pari oggetto, grazie al buon gusto dei Thannhauser che evidentemente di “bell’arte” ne masticavano nello scegliere chi creava ricerca moderna, opere sperimentali e futuristiche e, soprattutto, “cambiamento”.
Qui a Milano si ammirano grandi e piccole tele che ci fanno anche scoprire gli oggetti, la mentalità ed i costumi dell’epoca e la loro storia, la gioia di possedere cose belle e di raffigurarle, immortalandole, e nel contempo godere della loro bellezza, da parte dei proprietari e dei visitatori.
“Davanti allo specchio” di Manet, “Montagne a Saint-Remy” di Van Gogh, “La montagna blu” di Kandysky, le 3 sculture in bronzo di Degas, lo spiritoso “I giocatori di foot-ball” di Henri Rousseau (che fa da logo alla mostra), le 3 donne di Picasso, così diverse e così artisticamente ricercate, adeguate ai tempi, che mostrano il progressivo cambiamento avvenuto nel maestro… sono solo alcune delle creazioni sulle quali consigliamo di soffermavi e riflettere.
Per orari, biglietti, informazioni e prenotazioni:
https://www.palazzorealemilano.it/mostre/la-collezione-thannhauser-da-van-gogh-picasso
Prenotazione visite guidate singoli: tel: 02/928.977.55; Prenotazioni visite guidate gruppi e scuole: info@adartem.it, preno.gruppi@vivaticket.com.
Per saperne di più sulla Collezione (scoprire tutte lo opere esposte) e sulla famiglia Thannhauser (si può anche scaricare il comunicato in PDF):
http://www.arte.it/calendario-arte/milano/mostra-guggenheim-la-collezione-thannhauser-da-van-gogh-a-picasso-61675.
Nella foto: Paul Gaugain (1848-1903) Haere Mai del 1891 – Olio su iuta 72,4×91,4 cm.
Questa opera, dal sapore “tahitiano”, isola in cui il maestro soggiornò a lungo, significa “Vieni qui”, lontano dalla civiltà, verso il “primitivismo” così tanto ricercato. Le parole divennero poi anche un modo di augurare il benvenuto ai turisti…
Franco Cortese Notizie in un click

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