Universiadi con sceneggiata. De Magistris a De Luca: «Sei come Ceacescu»

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Ne vedremo di belle sotto il Vesuvio quando l’anno prossimo si voterà per le elezioni regionale. Ma nel frattempo napoletani e campani davvero non si annoiano, anzi. Eh sì, perché le sceneggiate, ormai quotidiane, tra il sindaco de Magistris e il governatore De Luca non hanno proprio più nulla da invidiare a quelle che nei teatri partenopei hanno immortalato personaggi come Pupatella o tresche alla Isso, Essa e o’ Malamente. L’ultimo pomo della discordia tra Giggino a’ Manetta e Vicienzo o’ Sceriffo sono le Universiadi, vetrina mondiale dello sport, il cui via scatterà domani in Campania ma sulle quali il governatore ha da tempo allungato la propria ombra rivendicando a proprio esclusivo merito la scelta della regione quale sede della celebre kermesse.
De Luca e sindaco ai ferri corti

Un protagonismo che non è piaciuto al sindaco in ombra, che prima ha disertato la conferenza stampa di presentazione dell’evento per poi convocarne una tutta sua all’indomani allo scopo di bollare come autocelebrativi i manifesti con l’effigie del governatore e quindi dedurne che «De Luca è come Ceacescu». Nell’epoca in cui tutti i cattivi sono fascisti, “a prescindere”, avrebbe detto Totò, citare in negativo un dittatore comunista è decisamente un bel passo in avanti sulla strada del ripristino della verità storica. Oddio, non che O’ Sindaco aspirasse a tanto, ma è un fatto che schiacciare il faccione di De Luca dei manifesti pro-Universiadi su quello del Conducator romeno, mediaticamente funziona da pazzi. Se avrà colto o meno nel segno, tuttavia, lo si capirà solo dalla reazione del governatore. Dipendesse dal suo imitatore Crozza, il «personaggetto» Giggino se la caverebbe a buon mercato.
Attesa per la replica del governatore

Ma la sceneggiata esige tinte forti e lo stesso De Luca non è uomo da reazioni tiepide. Senza trascurare che l’inventiva napoletana in materia è davvero senza limiti. Ancora lo ricordano i tifosi del Verona, fulminati dalla scritta «Giulietta era ‘na zoccola», sventolata a mo’ di replica shakesperiana al loro scontato “colera-colera“. E non era forse Eduardo che consigliava il ricorso al pernacchio per scoraggiare in anticipo ogni proposito di rivalsa? Ecco, l’impressione è che di questo passo, tra Giggino e Vicienzo scatterà l’ora delle pernacchie. Sempreché a portare la mano alla bocca non siano prima i napoletani e i campani.                  fonte https://www.secoloditalia.it/

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