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Veltroni: «L’Italia andava “chiusa” prima. E per programmare la fase 2 non si doveva aspettare Pasqua»

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veltroni

Evita di entrare in polemica diretta con il premier. Ma nelle sue parole si leggono critiche. E non sono critiche leggere. Walter Veltroni – a Otto e Mezzo su La7 – analizza questa difficile stagione del coronavirus. Una stagione che fa riflettere, va avanti e non si capisce come e quando possa finire.
Veltroni, il governo e Conte

Il primo punto è il ruolo del presidente del Consiglio. Qui Veltroni cerca di difenderlo, in qualche modo. Certo, non dev’essere un’impresa facile fare “l’avvocato” di un personaggio che sta mostrando pecche quotidiane. «Conte all’altezza? In questo momento non dobbiamo nemmeno porci questo problema», dice Veltroni. Che dà un’attenuante: «Il governo ha fatto il possibile di fronte ad una crisi gigantesca».

Però poi l’analisi diventa più approfondita. E qui escono fuori quegli elementi che l’accoppiata rossogialla tenta di nascondere. «Si doveva chiudere prima. Probabilmente non si doveva arrivare a commissioni istituite il giorno prima di Pasqua per la costruzione della fase 2», afferma Veltroni con decisione.
La fase 2 andava programmata in tempo

«Bisognava fare un lavoro più lungo e programmare la fase 2 in modo tale che si potesse tornare a lavorare in condizioni di sicurezza in maniera graduale già da qualche tempo», evidenzia Veltroni. «La Banca d’Italia ha detto che ogni settimana di lockdown costa al Paese 9 miliardi di euro e non è una cifra da poco per chi si trova nelle nostre condizioni di debito pubblico».
Poi le (solite) critiche di Veltroni al sovranismo

Chiaramente, per amor di schieramento, non mancano le critiche ai sovranisti. Sull’ipotesi di un governo di unità nazionale, Veltroni è categorico: «Mi sembra marziana questa prospettiva. Un governo di unità nazionale ha bisogno delle condizioni minime che attualmente non ci sono, ad esempio, sull’Europa. Oggi il nemico dell’Europa è il sovranismo. E quel sovranismo rischia di creare le condizioni affinché l’Europa lasci ogni Paese solo: credo sia un suicidio». Però evita accuratamente di parlare della figuraccia di Conte proprio in Europa.

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