Veronese: necessario rivedere gli importi massimi dei sussidi

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram
Condividi su email
Condividi su print
cassaintegrazione

Nel 2019 sono state autorizzate 260 milioni di ore di cassa integrazione, con un aumento del 20,2% rispetto all’anno precedente. Salvaguardati da questo ammortizzatore sociale oltre 127 mila posti di lavoro.

I dati scaturiscono dal 12° rapporto sulla cassa integrazione, a cura del Servizio Lavoro, Coesione, Territorio della UIL, su fonte Inps.

Un forte peso – commenta Ivana Veronese, Segretaria Confederale UIL – lo ha giocato la massiccia richiesta di cassa integrazione straordinaria che, con 153 milioni di ore richieste nell’anno, ha registrato un incremento del 31,2%, da cui deriva un segnale di persistente difficoltà di molte grandi aziende. Le richieste della gestione ordinaria, inoltre, sono aumentate del 10,2%, dato testimoniato dall’ingresso di nuove aziende in crisi.

La cassa integrazione cresce in 13 Regioni e nella provincia autonoma di Bolzano, con il picco in Molise (+141,6%), Basilicata (+108,8%) e Liguria (+70,3%).

Sono 50 le Province dove le richieste di cassa integrazione sono in aumento, con in testa Livorno (+646,6%), seguita da Biella (+321,6%), Gorizia (+222,5%), Oristano (+220,7%) e Campobasso (+210,4%).

Tra i settori produttivi, continua Veronese, l’85,1% delle ore autorizzate nell’anno sono state assorbite dall’industria (221 milioni di ore), seguito dall’edilizia (24,5 milioni di ore), dall’artigianato (179 mila ore) e dal commercio (14 milioni di ore). Solo l’industria ha registrato un aumento rispetto al 2018 del 32,5%.

Abbiamo stimato, spiega la Segretaria Confederale della UIL, la retribuzione media annua netta “persa” dalle lavoratrici e lavoratori posti in cassa integrazione a zero ore, nel 2019, prendendo a riferimento le retribuzioni medie annue di operai e impiegati, mettendole a confronto con i sussidi erogati e le ore di cassa integrazione autorizzate.

Complessivamente, le buste paga delle lavoratrici e dei lavoratori, nel 2019, si sono “alleggerite” di oltre 301 milioni di euro, che corrispondono a 2.365 euro medi netti annui pro-capite (il 14,4% della retribuzione totale).

In particolare, evidenzia Ivana Veronese, le operaie e gli operai hanno perso, complessivamente e mediamente, 217,7 milioni di euro netti nel 2019, pari a 2.244 euro netti pro capite (il 16,2% del totale della retribuzione), mentre le impiegate e gli impiegati hanno perso, mediamente, 83,3 milioni di euro, pari a 2.754 euro medi l’anno pro-capite (il 13,8% del totale).

In Lombardia, le retribuzioni delle lavoratrici e dei lavoratori, posti in cassa integrazione, hanno subito un taglio di 48,2 milioni di euro netti medi annui; in Piemonte 37,5 milioni di euro e nel Lazio 27,3 milioni di euro.

Si pone, pertanto, il tema della rivalutazione dei tetti massimi del sussidio della cassa integrazione che oggi sono fissati per legge a 993 euro mensili per chi percepisce una retribuzione inferiore o uguale a 2.148 euro, e a 1.194 euro per retribuzioni superiori.

A nostro avviso – conclude Ivana Veronese – la rivalutazione dovrebbe essere ancorata agli aumenti contrattuali e non soltanto al tasso di inflazione annua che, come noto, negli ultimi anni ha registrato indici prossimi allo “zero”.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram
Condividi su email
Condividi su print

Ti potrebbero interessare

La Convenzione Faro “è una schifezza del convenzionalismo ‘politicamente corretto’”.

E’ terminato con uno strappo il tavolo a Palazzo Chigi

Una buona notizia per tutti coloro che amano i fiori,

La procura di Milano, come atto dovuto, ha aperto un

A SAN VERO MILIS SI RIACCENDE LA PASSIONE PER L’ARCO

Matteo Salvini lancia l’offensiva della Lega contro le misure di

Chiudi il menu
ArabicEnglishFrenchGermanItalianRomanianSpanish
Questo sito si avvale di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, accetti l’uso dei cookie.