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Violenza contro le donne: riunita la Cabina di regia nazionale

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violenza

Si è riunita oggi la Cabina di regia nazionale sulla violenza maschile contro le donne

Presieduta dal ministro per le Pari Opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti, a cui ha partecipato, per il ministero dell’Interno, il sottosegretario Ivan Scalfarotto.

A partire dall’anno 2000, la componente femminile sul totale degli omicidi è stata, nel 2020, la più alta di sempre: il 40,6%, e dei 91 femminicidi registrati sempre nel 2020, 81, ossia l’89%, sono stati commessi in ambito familiare.

Il ministero dell’Interno è impegnato in prima linea nell’attività di prevenzione e repressione della violenza maschile contro le donne. Le forze di polizia sono investite in maniera diretta nella lotta alla violenza di genere e stanno investendo risorse crescenti nella formazione del personale, che necessita di una puntuale specializzazione, e nelle campagne di informazione.

La direzione centrale della Polizia Criminale, servizio Analisi Criminali, effettua un’analisi accurata di tutti gli episodi delittuosi che integrino fattispecie riconducibili alla violenza di genere, dedicando particolare attenzione agli omicidi volontari e ai cosiddetti “reati spia”, attraverso lo studio e l’elaborazione di tutti i dati interforze acquisiti dalla banca dati delle Forze di polizia.

L’analisi dell’andamento della delittuosità può costituire un utile punto di partenza e un valido strumento anche per valutare l’impatto della normativa e per attivare più immediate e incisive misure di protezione a sostegno delle vittime più vulnerabili.

Tra le iniziative adottate va ricordato “Scudo”, un applicativo interforze elaborato in sinergia da vari Uffici della Polizia di Stato e l’Arma dei carabinieri che consente agli operatori di avere notizie di precedenti interventi. Le squadre di intervento possono consultare i tablet in dotazione per acquisire le informazioni, implementare le banche dati delle Forze di polizia e consentire l’adozione di decisioni tempestive.

La direzione centrale Anticrimine ha curato nelle nuove linee guida per gli operatori di polizia che aiutano a riconoscere maggiormente le situazioni di pericolo in cui versano le vittime.

Presso le questure le sezioni specializzate delle squadre mobili indagano sui reati in danno ai minori, violenze sessuali e abusi contro le donne e le divisioni anticrimine curano gli “ammonimenti del questore”, quale misura preventiva di tutela delle vittime. Il progetto della Polizia di Stato “Questo non è Amore”, attivo da anni, viene implementato grazie al supporto di personale altamente specializzato e di psicologi, ed è mirato a sostenere le vittime nella delicata fase della denuncia delle violenze subite.

L’app della Polizia di StatoYouPol”, attiva dallo scorso anno, consente di segnalare, anche in forma anonima, oltre ai reati legati allo spaccio di stupefacenti, anche i reati di violenza domestica.

È più che mai importante, quindi, rafforzare quella sinergia fra forze di polizia, istituti di formazioni, servizi sociali e centri antiviolenza che costituiscono una rete essenziale per il contrasto della violenza di genere.

Il sottosegretario Scalfarotto si è assunto l’impegno di aggiornare periodicamente la Cabina di regia sull’andamento del fenomeno, fornendo i dati più significativi e ha confermato la disponibilità del ministero ad assicurare tutte le risorse necessarie per contrastare la violenza di genere, anche attraverso il nuovo piano strategico nazionale.

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