Violenze sui maiali allevati, denunciato fornitore del marchio Fratelli Beretta

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I maltrattamenti filmati con una telecamera nascosta da un investigatore dell’organizzazione Essere Animali, assunto per due mesi come operaio nell’allevamento.

Bologna – L’organizzazione Essere Animali ha sporto denuncia nei confronti del titolare e di alcuni operai di un allevamento di maiali situato in provincia di Reggio Emilia, fornitore del marchio Fratelli Beretta.

I reati ipotizzati sono maltrattamento di animali (art. 544 ter c.p.) e uccisione di animali (art. 544 bis c.p.), nonché plurime gravi violazioni al d.Lgs. 7 luglio 2011, n. 122 (attuazione della direttiva 2008/120/CE) che stabilisce le norme minime per la protezione dei suini.

Le immagini catturate con la telecamera nascosta, pubblicate oggi in un video dopo la diffusione di alcune brevi clip in un servizio del Tg1 dello scorso 4 settembre, documentano comportamenti deliberatamente violenti degli operai nei confronti degli animali, anche su quelli malati e impossibilitati a muoversi, e l’utilizzo di procedure vietate dalla legge o effettuate in modo inadeguato e causa per questo di sofferenza per gli animali.

Durante gli spostamenti, i maiali sono movimentati con violenza, presi a calci, colpiti con oggetti contundenti o trasportati afferrandoli per le orecchie. Gravissime le inadempienze nella gestione degli animali malati, spesso lasciati senza cure veterinarie, abbandonati a sé stessi nei corridoi per giorni senza cibo né acqua o, se incapaci di reggersi sulle zampe, caricati sulla pala di un trattore e poi scaraventati a terra.

L’abbattimento d’emergenza viene eseguito, anche dal titolare dell’allevamento, in violazione al Regolamento CE n. 1099/2009 sulla protezione degli animali durante l’abbattimento. La legge infatti consente di sopprimere gli animali malati, anche in allevamento, qualora non esista altra possibilità per alleviare dolori o sofferenze, ma occorre seguire una rigorosa procedura.

Gli animali andrebbero prima storditi e poi immediatamente iugulati ma, come confermato dalle immagini e dalle parole del titolare, in questo allevamento l’abbattimento d’emergenza viene effettuato sottoponendo gli animali al solo stordimento, effettuato con la pistola a proiettile captivo.

Una procedura che, oltre a condannare i maiali ad una lenta agonia, con la morte che sopraggiunge dopo oltre un minuto, presenta in questo caso anche notevoli rischi sanitari, perché eseguita nei recinti assieme agli altri maiali che vengono a contatto con il sangue e i liquidi degli animali abbattuti.

Il video mostra anche l’estrazione dei denti di un maiale adulto, effettuata con un paio di pinze e senza la somministrazione di anestesia e analgesia. Un’operazione vietata che oltre a causare sofferenza agli animali, aumenta la probabilità di un successivo ricorso agli antibiotici.

Le immagini documentano inoltre condizioni igieniche critiche, con i maiali costretti a coricarsi sulle proprie deiezioni. Anche il mangime è contaminato dalle feci, in quanto le sponde delle mangiatoie sono troppo basse e non impediscono agli animali, impossibilitati a vivere in un ambiente pulito, di accedervi. Completamente inadeguati gli arricchimenti ambientali previsti dalla legge.

“Si tratta dell’ennesima indagine con cui documentiamo violenze nei confronti degli animali, attuate tramite comportamenti diretti o condotte omissive”, commenta Simone Montuschi, presidente di Essere Animali. “Questi maltrattamenti avvengono anche in allevamenti fornitori di noti marchi conosciuti a tutti i consumatori, come i salumi Beretta. Non siamo infatti di fronte a gesti sporadici di operai insensibili o crudeli, ma alle conseguenze di un sistema che produce carne a basso costo. Gli allevamenti intensivi sono brutali e occorre agire ora con l’obiettivo di vietarli. Come consumatori, possiamo eliminare o perlomeno ridurre drasticamente il nostro consumo di carne, mentre le istituzioni devono mettere fine ai sussidi pubblici al settore zootecnico.”

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