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VIRGINIA: IL GOVERNATORE RALPH NORTHAM ANNUNCIA LA RIMOZIONE DEL MONUMENTO AL GENERALE LEE

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Il governatore della Virginia Ralph Northam ha annunciato che la famosa statua del generale confederato Robert E. Lee verrà rimossa dalla capitale Richmond.

“La statua verrà rimossa il prima possibile”, ha detto il governatore. Negli ultimi giorni il monumento era stato vandalizzato da alcuni manifestanti durante le proteste in onore di George Floyd.

“In Virginia, non predichiamo più una versione falsa della storia”, ha spiegato Northam. “Nel 2020 non possiamo più permetterci di onorare un sistema basato sulla schiavitù. Questa statua è in circolazione da molto tempo. Erra sbagliata e adesso è sbagliata. Quindi la stiamo rimuovendo.”

La statua di Robert E. Lee è la più grande delle cinque statue confederate che si trovano lungo Monument Avenue a Richmond. Nel 2017 un gruppo di manifestanti si riunì a Charlottesville per protestare contro la volontà dell’allora governatore Terry McAuliffe di rimuovere la statua.

Durante le proteste un estremista di destra di nome James Fields investì fatalmente con la sua auto la manifestante Heather Heyer e ferì altre 19 persone.

Per anni si è dibattuto sulla legittimità dei monumenti ai confederati. Se da una parte si è difesa la loro integrità, dall’altra le proteste che chiedevano la loro rimozione sono aumentate nel tempo. Questi monumenti non vennero costruiti dopo la guerra civile, ma 50 anni dopo.

Il Sud rimase infatti occupato militarmente 12 anni dal 1865 al 1877 e durante la Reconstruction Era Washington era stata poco permissiva con gli ex Stati secessionisti. I primi memoriali ai caduti vennero costruiti subito dopo la guerra, ma soltanto nel 1909 venne dedicato il primo monumento per esaltare le gesta dei confederati, a Richmond, in Virginia: una statua del generale Lee a cavallo.

Lo stesso generale Lee era contrario alla creazione di monumenti per i confederati. “Per quanto riguarda l’erezione di monumenti del genere – scrisse Lee in una lettera a Thoms L. Rosser del 1866 – la mia idea è che, nonostante possa risultare gratificante per i sentimenti del Sud, un tentativo di questo tipo, vista l’attuale condizione del nostro Paese, avrebbe l’effetto di ritardare, invece di raggiungere, il suo scopo”.

Sempre Lee nel 1869, sulle colonne del Republican Vindicator invece: “Penso che sia più saggio non tenere aperte le ferite della guerra, ma seguire l’esempio di quelle nazioni che hanno cercato di cancellare i segni delle lotte civili, di impegnarsi nell’oblio dei sentimenti da esse generati”.

La ragione principale per la quale venivano costruite queste statue era per provocare gli afroamericani che vivevano segregati al Sud, in modo da ricordargli che era l’uomo bianco a comandare in quelle terre. La nostalgia era una motivazione secondaria e col tempo è quasi del tutto svanita.

Nel corso degli anni anche la posizione del governo federale rispetto a questi monumenti è diventata molto ambigua. Nonostante l’amministrazione Eisenhower e quella Johnson avessero introdotto la più grande legislazione per i diritti degli afroamericani, nel 1972 l’amministrazione Nixon presenziò l’inaugurazione della Stone Mountain, un monumento situato in Georgia che raffigura i tre confederati Stonewall Jackson, il generale Lee e Jefferson Davis.

“Così come il Sud non può permettersi di discriminare nessuno dei suoi abitanti, il resto della nazione non può permettersi di discriminare il Sud”, disse il vicepresidente Spiro Agnew il giorno dell’inaugurazione.

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