Wwf: foreste antivirus del pianeta ma le stiamo distruggendo

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A view into the forest of Virunga National Park, near the provincial capital of Goma. Democratic Republic of Congo.

Roma – Non è più confortante la situazione dell’Amazzonia, dove abbiamo ormai perso più del 17% della superficie forestale e stiamo drammaticamente raggiungendo un punto di non ritorno (tipping point), che diversi autorevoli scienziati indicano intorno al 25% del complessivo ecosistema amazzonico distrutto: oltre questo punto le foreste non saranno piu’ in grado di svolgere le loro funzioni ecologiche e potrebbero arrivare al collasso, lasciando dietro di se´ erosione, siccita’ e aride savane. Secondo un nuovo studio pubblicato sulla rivista Nature, illustrato da Wannes Hubau, ricercatore al Museo Reale dell’Africa centrale di Bruxelles, entro il 2040, infatti, quello che attualmente rappresenta il polmone verde del nostro pianeta potrebbe produrre più CO2 di quanta sia in grado di immagazzinare. Deforestazione e incendi sono fra le cause principali di questa situazione, che si sommano ai terribili effetti della crisi climatica sugli ecosistemi forestali. Tutelarli efficacemente e ridurre i nostri consumi di prodotti legati alla deforestazione rappresenta la migliore assicurazione sulla nostra salute e il migliore antidoto contro future pandemie. Nonostante il 91% dei cittadini europei sia consapevole dell’importanza delle foreste per la propria vita, i consumi europei contribuiscono in maniera rilevante a distruggere le foreste del pianeta e altri ecosistemi trasformati in campi e pascoli. La politica europea e nazionale deve guidare le aziende verso una trasformazione che permetta ai cittadini di consumare consapevolmente. A questo scopo il WWF in Europa sta chiedendo alla Commissione Europea di fare al Parlamento e ai paesi membri una nuova forte proposta di legge entro il 2021.

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