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Ddl Zan, martedì nuovo round: si cerca l’intesa

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Sul ddl Zan “vedremo martedì 6 luglio se ci sarà una ipotesi condivisa. Io sono ottimista”

Così il presidente della Commissione Giustizia del Senato, il leghista Andrea Ostellari, al termine dell’incontro con i capigruppo al Senato, dopo il punto sul ddl. “Le audizioni di oggi – ha fatto sapere il leghista – si fanno, intanto adottiamo questa linea di lavoro che martedì verificheremo. Poi sollecitato dai cronisti spiega che “non abbiamo parlato della nota del Vaticano“.

Abbiamo lavorato e continueremo a lavorare, ci rivediamo il 6 e poi vediamo che succede”, ha ribadito, aggiungendo: “Farò una raccolta delle varie proposte e ne parleremo tutti assieme martedì. Entro venerdì attendiamo le proposte emendative dei gruppi, ci rivediamo martedì 6 alle 11 e cominceremo da lì a parlare. Oggi, fondamentalmente, sono gli articoli 1, 4 e 7 quelli più toccati”.

All’ottimismo di Ostellari si contrappone invece il giudizio sul tavolo di maggioranza del capogruppo Pd in commissione Giusizia al Senato, Franco Mirabelli: “Le distanze – dice – restano siderali, la mediazione continua ad apparire molto difficile e non c’è chiarezza sulla necessità di chiudere il provvedimento al più presto, cosa che abbiamo chiesto come priorità. E resta il legittimo sospetto che sia l’ennesimo tentativo di Ostellari e della Lega di perdere tempo…”, sintetizza all’Adnkronos.

“Quando uno come Malan si siede al tavolo per trovare una mediazione e si alza poco dopo per andare a una conferenza stampa dal titolo ‘La legge Zan viola il Concordato’, diciamo che i motivi per sospettare ci sono tutti”.

Italia Viva ha avanzato alcune proposte di modifica che hanno fatto dire ad Ostellari che c’è disponibilità a rivedere il testo dello Zan, come valuta l’atteggiamento di Iv? “La modifiche che ha proposto Iv – continua Mirabelli – sono anche in parte condivisibili a mio parere. Il punto è che non vanno bene alla Lega dalle cose che abbiamo sentito al tavolo. Per una mediazione serve il consenso di tutti , deve mettere insieme tutta la maggioranza”.

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