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Iran, presidente Rouhani avverte: per nemici inutile linguaggio di minacce e sanzioni

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In precedenza funzionari iraniani avevano già affermato che la campagna di “massima pressione” contro Teheran, introdotta dall’ex presidente statunitense Donald Trump, si è rivelata fallimentare, in quanto il Paese è riuscito a superare gli ostacoli nonostante le dure sanzioni.

Il presidente iraniano Hassan Rouhani ha dichiarato che le potenze straniere hanno dimostrato di non poter parlare agli iraniani con “il linguaggio della forza, delle minacce e delle sanzioni”, ha riferito Press TV.

Secondo quanto riferito Rouhani, intervenuto in occasione del capodanno persiano (Nowruz), ha affermato che, nonostante la pandemia di Covid che ha ulteriormente rafforzato il peso delle sanzioni introdotte contro l’Iran, dal momento che i suoi quasi 83 milioni di abitanti sono stati privati ​​dell’accesso alla necessaria assistenza umanitaria, la nazione iraniana ha dimostrato di essere in grado di resistere alla tempesta e di mantenere una crescita economica sostenibile.

Secondo il presidente iraniano, la cosiddetta “massima pressione” contro Teheran è venuta meno negli ultimi tre anni, spingendo i leader stranieri a tornare a un dialogo costruttivo con la Repubblica Islamica. La campagna di “massima pressione” è stata introdotta dall’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump dopo aver fatto uscire il Paese dal Piano d’azione globale congiunto sul programma nucleare di Teheran, ripristinando contro l’Iran con dure sanzioni.

L’amministrazione Biden ha ipotizzato un ritorno all’accordo nucleare, ma finora non sono stati intrapresi passi concreti in questa direzione.

“Oggi i nemici del Paese hanno ammesso che con il linguaggio della forza, delle minacce e delle sanzioni non si può parlare alla grande nazione dell’Iran. Pertanto, dopo tre anni di sconfitta, sono costretti a tornare sulla via di rapporti costruttivi con la nazione iraniana”, ha detto Rouhani, citato da Press TV.

Dall’inizio della pandemia i funzionari iraniani hanno criticato il regime di sanzioni contro Teheran, sottolineando che ha danneggiato la capacità del Paese di fronteggiare il virus, in quanto molte aziende che fornivano medicinali ed attrezzature mediche necessarie per combattere la pandemia hanno interrotto le spedizioni in Iran.
La disinfezione di un treno a Teheran

Il ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif ha detto venerdì che il terrorismo economico degli Stati Uniti contro la Repubblica islamica è stato un completo fallimento, poiché la nazione è stata in grado di superare le prove dimostrando una “resistenza ferrea”.

“Noi, iraniani, non stiamo solo sopravvivendo, ma siamo più forti e più determinati, più che mai, a decidere il nostro destino”, ha detto il capo della diplomazia di Teheran.

Relativamente alla ripresa dell’accordo nucleare, Teheran ha ripetutamente affermato che Washington deve revocare le sanzioni prima che possano riprendere i negoziati. Ha inoltre rifiutato qualsiasi rinegoziazione dell’accordo, insistendo sul fatto che la versione originale deve essere preservata.

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